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E se il vulcano di albano si svegliasse?

Discussioni Raccolte nel Web

E se il vulcano Albano si risvegliasse?

Interessanti scoperte dalle ricerche nelle aree della piana di Ciampino–Capannelle e del cratere del Lago Albano

Un vulcano apparentemente quiescente, non estinto, la cui pericolosità è ancora maggiore in considerazione della sua prossimità a Roma e dell’urbanizzazione dei suoi versanti. Il complesso vulcanico dei Colli Albani, secondo recenti studi effettuati dall’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia, potrebbe riprendere la propria attività eruttiva in un futuro più o meno lontano, o minacciare i centri abitati con fenomeni di esondazione e formazione di nubi di gas tossici.
Queste preoccupanti conclusioni sono il frutto di lunghe e accurate ricerche nelle aree della piana di Ciampino–Capannelle e del cratere del Lago Albano. Incrociando le osservazioni geomorfologiche con le indagini archeologiche e le informazioni a noi pervenute attraverso le fonti letterarie antiche, gli studiosi hanno disegnato una nuova immagine del territorio, confermando quella che, per lungo tempo, è stata solo una preoccupante ipotesi.
A questo affascinante mosaico, la cui composizione mette in luce l’importanza di condurre studi multidisciplinari, si aggiunge un tassello a lungo trascurato: la conoscenza ed interpretazione dei miti.

[..] Gli aspetti magico religiosi dell’interpretazione del «fenomeno divino» sono legati, infatti, alla storia della profezia di un anziano di Veio, città etrusca in guerra con la nascente potenza romana. Il lago della allora sacra «Selva Albana» si era alzato in modo anomalo e repentino durante l’estate senza che vi fossero state piogge o altre cause che potessero spiegare lo straordinario fenomeno. Poiché i Romani non avevano tra le loro fila interpreti di questo particolare tipo di prodigi al pari degli espertissimi Etruschi, mandarono una delegazione a Delfi, riconosciuto centro dedicato ad Apollo e famoso per interpretazioni oracolari dei prodigi da parte della nota Sibilla. Ma il responso venne invece proprio da Veio. L’anziano indovino veiente, portato fuori dalla città con un sotterfugio, predisse che i Romani non avrebbero mai potuto conquistare Veio fino a quando le acque del lago non fossero state totalmente scaricate. Di qui la realizzazione dei cunicoli artificiali di deflusso delle acque dei laghi vulcanici.
Lo studio dei miti e delle leggende e dei miracoli intorno ai Colli Albani diventa così prezioso patrimonio interpretativo del possibile essersi verificato di pericolosi fenomeni naturali, registratisi nell’antichità e finora mai interpretati in chiave vulcanologica.
E se di nuovo le acque dei laghi craterici, che ora si abbassano con velocità preoccupante, come da più parti è affermato, improvvisamente, di nuovo, iniziassero a risalire, a chi potremmo chiedere oggi per sapere quale sarà il futuro delle aree fortemente antropizzate sottostanti?

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