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Lazio – Agro Pontino

Pianura pontina

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(Reindirizzamento da Acque Alte)

Voce principale: Agro pontino.

Con il termine pianura pontina si indica, spesso come sinonimo di Agro pontino, il territorio pianeggiante del Lazio compreso fra Terracina, Anzio, il Circeo e i Monti Lepini ottenuto con la bonfica delle paludi pontine negli anni ’30.

Indice

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Geografia

L’antica duna

Il Lago di Fogliano, formazione lacustre tra la duna antica e la duna nuova

Vista la sostanziale uniformità della regione interessata, una corretta comprensione della situazione geologica necessita uno sguardo sulle aree immediatamente prossime all’Agro pontino, considerando l’area compresa fra Anzio, Cisterna, Ninfa, Priverno, Terracina, il Circeo e il Tirreno.

Ad Anzio ha inizio un lungo deposito di sabbie e argille con tracce di elementi silicei e tufi che da Ardea raggiunge il promontorio del Circeo con andamento che nell’area dell’agro pontino diviene marcatamente parallelo alla linea di costa: è il sistema delle dune quaternarie, la cui origine è dovuta ai depositi eolici accumulati sul substrato, in parte trasgressivo, delle sabbie marine immediatamente sovrastanti la piattaforma calcarea sottomarina. Tale sistema di rilievi si è conformato progressivamente a partire da un duna primitiva generata inizialmente come banco sabbioso sotto la superficie marina (quando questa lambiva le falde dei monti Lepini) dai fenomeni di rifrazione ondosa del mare causati dall’isola del Circeo, successivamente emersa e ampliatasi per azione combinata del moto ondoso e del vento regnante (aventi direzione concorde) alla quale sono seguite (lato mare aperto) ulteriori cordoni di duna progressivamente generatisi con andamento pressoché parallelo: gli spazi lacuali presenti tra una duna e l’altra si sono progressivamente riempiti sia per trasporto eolico, sia per deposito alluvionale, sia per erosione delle limitrofe dune: tale processo è evidente anche allo stato attuale, poiché sono ampiamente visibili nell’orografia del territorio la serie di rilievi dati dalle sommità delle antiche dune, nonché è evidente nella duna più recente (il cordone litoraneo che insiste lungo la linea di costa) che risulta separata dal resto delle retrostanti formazioni (denominate nell’insieme “duna antica”) proprio da sistemi lacuali e paludosi di natura marina (i laghi costieri). L’intero sistema della duna antica risulta geologicamente più antico della retrostante pianura alluvionale, costituita alla superficie da limi ed argille scure in prevalenza: ciò significa che la più antica porzione di terra emersa dell’agro pontino è proprio quella costiera che va dalle formazioni tufitiche di Anzio al promontorio (anticamente isola) del Circeo, e non quella pedemontana. I laghi litoranei di Fogliano, dei Monaci, Caprolace e di Paola costituiscono pertanto l’evoluzione di un sistema lagunare di antica origine dovuta all’emersione della duna più recente; inoltre tra il Lago di Paola e il promontorio del Circeo è attivo un sistema di sorgenti di debole portata a Molella e a Lucullo, presso Sabaudia e in altre località della zona.

I depositi alluvionali: l’antica palude

Tra Cisterna e Ninfa emerge l’ultimo lembo dei tufi dei Colli Albani che lentamente degradano verso affioramenti di travertino e il vasto deposito alluvionale, il cuore delle antiche paludi pontine, che corre parallelo al deposito eolico dell’antica duna fra Latina e Terracina. La zona è attraversata dai fiumi principali della provincia di Latina.

Il promontorio del Circeo visto dalla spiaggia di Sabaudia

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Altre formazioni geologiche

Le tracce di una duna minore del Quaternario affiorano tra Priverno e Fossanova (località Bosco Polverino). Presso San Felice Circeo il paesaggio è variegato dalle marne e arenarie del Circeo risalenti al Paleogene e dai calcari del Lias inferiore di Torre Paola.

Idrografia

Il territorio con la bonifica fu diviso in tre bacini idrografici principali: Acque Alte, Acque Medie e Acque Basse. Le paludi si concentravano prevalentemente nell’area delle acque Medie e Basse, corrispondente alla fascia compresa tra l’asse della pianura e la zona pedemontana.

Acque Alte

Il primo bacino (Acque Alte) consta di tutti quei corsi, che per loro provenienza hanno sufficiente pendenza e velocità per defluire a mare spontaneamente, ma che prima della bonifica si immettevano direttamente nella paludi: la principale opera di separazione tra le Acque Alte e il resto dell’Agro pontino fu il Canale delle Acque Alte, (o Canale Mussolini) che tra l’altro segna per un lungo tratto il confine fra i territori comunali di Cisterna e Latina. Il Canale Acque Alte attraversa la fascia settentrionale della pianura trasversalmente ai corsi d’acqua naturali provenienti dai Monti Lepini e dai Colli Albani e ne intercetta l’apporto idrico conferendolo direttamente a mare in località Foce Verde, nel comune di Latina. Il canale delle Acque Alte delimita a sud il bacino omonimo, che si trova sempre sulla sua destra idrografica.

Acque Medie

Il secondo bacino detto delle Acque Medie consta di acque originate in territori sopra il livello del mare, ma ostacolate nel deflusso a mare dalla maggiore altimetria della fascia costiera (duna antica e recente). I canali principali di tale bacino sono il Canale delle Acque Medie, che nel tratto finale assume il nome di Rio Martino ricalcando in buona parte il tracciato di una omonima canalizzazione di epoca volsca, e che segna (con tale denominazione) il confine tra i comuni di Latina e Sabaudia. In questo bacino si trovano inoltre due ulteriori grandi canali, scavati ricalcando omonime opere minori del Seicento e nel Settecento: il Canale Sisto che defluisce a mare tra Terracina e il Circeo e corre circa lungo la linea di demarcazione tra gli affioramenti più arretrati della duna quaternaria e la pianura alluvionale, ed il Linea Pio VI, che origina dal primo come scolmatore di piena (nel punto in cui questo perde il nome di Ninfa e assume quello di Sisto)e corre per la quasi totalità del suo tracciato in adiacenza alla rettilinea via Appia, per poi defluire a mare in località porto Badino nei pressi di Terracina: questo canale corre pensile nella seconda parte del suo tracciato, in cui lambisce o in parte attraversa il bacino delle Acque Basse.

La foce della Linea Pio a Terracina

Acque Basse

Il terzo bacino (Acque Basse) è costituito da terreni che in grande prevalenza si trovano al livello del mare o sotto. Il deflusso delle acque avviene tramite l’utilizzo di sollevamento meccanico, tramite idrovore elettriche. L’opera principale di questo bacino è l’impianto idrovoro di Mazzocchio, (uno dei più grandi d’Europa) che solleva le acque conferendole nel corso pensile del fiume Ufente, che infine vengono fatte confluire nella Linea Pio VI (collettore portatore) in località Pontemaggiore nei pressi di Terracina e Borgo Hermada. Nelle Acque Basse si contano comunque numerosi impianti idrovori minori a carattere locale che sollevano le acque e le immettono in canali secondari, che apportano la propria portata in quasi tutti i casi nel canale Linea Pio VI.

Il sistema dei bacini

Fuori da questa divisione risultano diversi bacini minori, perlopiù siti lungo l’area costiera, ma tutti di minima pertinenza territoriale. In alcuni di questi casi si riscontrano quote idrografiche piuttosto basse se non negative, e il deflusso viene assicurato tramite l’utilizzo di idrovore minori (come per il lido di Latina), oppure non è tuttora assicurato permanendo limitate aree aree paludose.

La disposizione dei tre bacini risulta solo apparentemente “invertita”: ciò è dovuto al fatto che la zona costiera della duna antica è antecedente alla fascia centrale della pianura, che si è formata successivamente per alluvione dai fiumi e dai torrenti provenienti da Monti Lepini, Monti Ausoni e Colli Albani: tale processo di orogenesi ha fatto si che l’intera fascia alluvionale, sia in quanto recente sia perché proprio alluvionale, abbia quote topografiche nettamente più basse di quella della duna antica, più “alta” sia perché più antica, sia perché di natura eolica.

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