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Vulcani il Vesuvio


Il Vesuvio, la Storia

Il Geografo Strabone, che parlava del monte all’inizio del primo secolo d.C., non aveva mai sentito narrare di eruzioni avvenute nel corso della storia precedente, ma, avendo notato l’aspetto delle rocce che sembravano bruciate dal fuoco, giustamente ne sosteneva l’origine vulcanica. La sommità che egli vide era una depressione ampia, piatta e sterile, circondata da pareti dirupate. Virgilio ricorda come i fianchi digradanti del monte fossero abbelliti dalla vite e dall’olivo, mentre in parte erano lasciati a terra arabile e a pascoli.
Il dipinto che vedete in alto, ritrovata nella casa del Centenario a Pompei, probabilmente riproduce quello che doveva essere l’aspetto della montagna verso la metà del primo secolo d.C. Questo dipinto sembra mostrare chiaramente che in quell’epoca il monte aveva una sola cima (il monte Somma), e non due come oggi.
Il 5 febbraio del 62 d.C., una giornata di sole, la regione fu sconvolta da un violento terremoto. Si ebbero danni a Nuceria, e a Neapolis alcuni edifici crollarono; ma i danni furono maggiori ad Ercolano, che venne quasi completamente distrutta, e a Pompei dove le devastazioni furono egualmente gravi. Ma le città erano così prospere e avevano una tale capacità di recupero che la ricostruzione fece rapidi progressi. Tuttavia il terremoto costituiva un cattivo presagio per il futuro, perché non era altro che un tentativo abortito del Vesuvio di scaricare la propria energia attraverso una fenditura. Dopo 17 anni, il 24 agosto del 79 d.C., lo sbarramento fu sfondato e il monte cominciò a eruttare.
Da alcuni giorni erano in corso i festeggiamenti del divino Augusto. Il giorno prima, per una sinistra coincidenza, era stata celebrata la festa annuale di Vulcano. A Pompei e nelle località circostanti la terra aveva tremato per quattro giorni, poi avvenne l’eruzione.
Un racconto impressionante del disastro è giunto fino a noi e ne siamo debitori a Plinio il Giovane che si trovava a Miseno, all’estremità nord-occidentale del golfo di Napoli. Egli era ospite nella casa di suo zio Plinio il Vecchio, storico scienziato e uomo dal sapere enciclopedico, che era il comandante della base navale di Miseno. In seguito un altro grande scrittore di storia,Tacito, chiese a Plinio il Giovane di fargli sapere quello che era successo; e questo fu il racconto: Click!

Il Vesuvio, è un raro esempio di “vulcano a recinto”: il cono è circondato da un cratere molto più antico che aveva una circonferenza lunga circa 11 km.
Nell’Eocene il monte era un’isola circondata dal mare, solo nel Pliocene si saldò alla terra ferma e si stima che allora raggiungesse l’altezza di ben 2300 m; attualmente il Gran Cono, la sua cima, è alto 1277 m e il cratere misura circa 1500 m di circonferenza.
Il 24 agosto del 79 d.C. è la data della sua prima eruzione in epoca storica. Abbiamo il resoconto di quei terribili giorni nella lettera che Plinio il Giovane scrisse a Tacito.
Pompei e Stabia furono distrutte e sepolte sotto un manto di lapilli e cenere, Ercolano fu sommersa da un fiume di fango.Nei dodici secoli che seguirono la distruzione di Pompei il Vesuvio ha avuto altre undici eruzioni. L’eruzione del 1139 fu particolarmente violenta. Seguì un lungo periodo di stasi durante il quale il vulcano si ricoprì di vegetazione fino alla cima. Il Vesuvio rientrò in attività nel 1631: morirono oltre 3000 persone e il fumo oscurò il cielo fino al golfo di Taranto per diversi giorni. Da allora si susseguirono numerose eruzioni, tra le più significative ricordiamo quelle del 1694, 1767, 1794 (che rase al suolo Torre del Greco), 1872 e 1906. L’ultima eruzione è stata nel 1944.
Il vulcano attualmente è in stato di quiete.

2 commenti »

  1. » 2009-06-13 15:18 fonte Ansa

    IL VESUVIO IN GARA TRA LE 7 MERAVIGLIE MONDO
    NAPOLI – Che lo si guardi dal golfo di Napoli o da uno dei sentieri che portano al cratere lo spettacolo è sempre tra i più belli: il Vesuvio non è solo un simbolo, ma anche un gioiello naturalistico e pezzo di storia e cultura della città. Adesso il vulcano è a un passo da un prestigioso riconoscimento. Il Vesuvio è infatti in semifinale nel concorso mondiale bandito dalla fondazione ‘New seven wonders’, con il patrocinio delle Nazioni Unite, per aggiungersi alla lista delle sette meraviglie naturali del mondo. Al momento ‘il simbolo di Napoli’ è terzo nella categoria ‘montagne e vulcani’ e per sostenere la sua candidatura il Comune di Ercolano (Napoli) ha istituito un apposito comitato promotore con tanto di sito internet.

    Nella home page di http://www.vesuvio.napoli.com c’é infatti il link diretto al sito del ‘New seven wonders’ dove si può votare per il vulcano. E proprio il popolo di internet ha cominciato una vera e propria mobilitazione in favore del Vesuvio. In prima linea un quotidiano on line, ma sono tanti anche i singoli naviganti che dai loro blog e siti internet hanno rilanciato l’iniziativa. Sul popolare social network Facebook sono decine i gruppi di fan del vulcano, quello dal titolo ‘Votiamo per il Vesuvio tra le 7 Meraviglie della natura nel mondo’ conta quasi 20.000 iscritti. “Questo riconoscimento sarebbe la conferma ufficiale di un primato di cui il Vesuvio gode già da tempo – dice all’Ansa il direttore dell’Osservatorio vesuviano Marcello Martini – è il vulcano più famoso nella comunità scientifica, nel Seicento fu istituito il primo piano di emergenza al mondo e in epoca borbonica invece è nata la prima struttura di ricerca sull’attività dei vulcani al mondo”.

    Da sempre poeti, musicisti, scrittori e pittori napoletani guardano al Vesuvio in cerca di ispirazione. “Una meraviglia a orologeria” così lo definisce, parlando con l’Ansa, lo scrittore napoletano Erri De Luca che al vulcano ha dedicato più di un racconto. Ricorda l’ultima eruzione nel 1944 che fu, racconta, “solo pirotecnica perché non volle aggiungere altro disastro alla guerra”. “Il Vesuvio non è mai stato un arredo perché noi la bellezza l’abbiamo sempre pagata a caro prezzo. E’ l’incubo principale, il più sontuoso di questa città. E’ carico di potenza distruttiva eppure ogni napoletano saprebbe indicare dove si trova anche mentre dorme. Si trova a Oriente della città e per questo orienta i sonni e le veglie di tutti” ha concluso De Luca. Silenzioso osservatore delle vicende della città, oggi il Vesuvio è sede di un’area naturalistica protetta. Falchi e poiane volano attorno al cratere, mentre volpi e donnole si nascondono tra i pini e i lecci che crescono alle sue pendici. Tanti anche i fiori come la rosa selvatica, il biancospino e ovviamente la ginestra di leopardiana memoria.

    Commento di rdroma — 13 giugno 2009 @ 5:46 PM | Rispondi

  2. SISMOLOGIA

    E. Auger*, M.L. Bernard, A. Bobbio*, M.T. Bonagura, L. Boschi*, P. Capuano*, V.Convertito, L. D’Auria, R. De Matteis*, A. Emolo*, G. Festa, P. Gasparini, A. Herrero*, G. Iannaccone*, L. Improta*, S. Judenherc, M. Lancieri, S. Nielsen*, V. Nisii*, R. Prevete, G. Russo, C. Satriano, A. Zollo

    Attività 2002

    Tomografia sismica dei vulcani napoletani

    L’attività di ricerca ha riguardato principalmente l’analisi preliminare dei dati acquisiti durante la campagna sismica SERAPIS condotta nei golfi di Napoli e Pozzuoli nel Settembre 2002 e l’organizzazione del data-base di forme d’onda dei microterremoti registrati ai Campi Flegrei durante la crisi bradisismica del 1984. Le prime analisi tomografiche dei dati SERAPIS hanno portato alla detezione e alla definizione geometrica del bordo sepolto della caldera flegrea (il cui tetto è circa 1 km di profondità) riconoscibile dalle immagini tomografiche come un corpo ad alta velocità ed alta densità di forma circolare. L’ evidenza del bordo calderico e la chiara identificazione del tetto del basamento carbonatico sotto la baia flegrea a circa 4 km di profondità apre nuove prospettive circa l’interpretazione dei fenomeni vulcanici e la modellistica dei meccanismi eruttivi ai Campi Flegrei. Una conferma della presenza dello strato a bassa velocità (sill magmatico) sotto al Vesuvio, a circa 9 km di profondità, viene dallo studio dei microterremoti registrati dalla rete sismica dell’Osservatorio Vesuviano.

    Studio della sorgente sismica e simulazione strong-motion

    L’attività di ricerca in questi due settori riguarda l’inversione non lineare delle registrazioni sismiche di alta frequenza e la simulazione della radiazione accelerometrica prodotta dalla rottura su una faglia (o su un sistema di faglie) estesa. Uno dei principali obiettivi della sismologia è la determinazione delle caratteristiche della sorgente dei terremoti a partire dalle registrazioni del moto del suolo ad essi associate. Con questo scopo, sono state sviluppate due differenti tecniche: la prima è basata sull’ottimizzazione di una funzione costo mediante l’algoritmo genetico concependo l’inversione come un processo multi-scala; la seconda mette direttamente in relazione le ampiezze del moto del suolo con quelle zone della faglia che hanno effettivamente dislocato, mediante una tecnica di retro-propagazione. La simulazione della radiazione accelerometrica può fornire un utile strumento per mitigare il rischio in aree sismicamente attive. Gli scenari di scuotimento sono generati modellando il processo di frattura alla sorgente mediante una descrizione cinematica e considerando distribuzioni eterogenee della dislocazione finale. I sismogrammi sintetici sono quindi calcolati risolvendo numericamente l’integrale di rappresentazione. Sono inoltre simulati numerosi processi di rottura possibili per la stessa sorgente e viene determinato il campo d’onda associato a ciascuno di essi. Infine viene eseguita un’analisi statistica sui risultati ottenuti al fine di stimare i parametri del moto del suolo di interesse ingegneristico.

    Sismica di esplorazione

    Nel corso del 2002 si è continuata l’attività di ricerca (avviata con la collaborazione degli anni scorsi con la compagnia petrolifera “Enterprise Oil Italiana”) riguardante lo sviluppo e l’applicazione di tecniche per la migrazione pre-stack di dati di sismica a riflessione e wide-angle in aree dell’Appennino meridionale di interesse per la ricerca petrolifera. In particolare si è messa a punto una procedura di inversione non lineare della morfologia di riflettori crostali a partire dalla conoscenza di un modello tomografico, ottenuto dai primi arrivi acquisiti in geometria wide-angle. Si è inoltre avviata una collaborazione con il gruppo dell’istituto GeoAzur di Nizza circa lo sviluppo di tecniche 2-D e 3-D per l’inversione di forme d’onda.

    Studio dell’input sismico per la valutazione del rischio sismico

    L’attività di ricerca nell’ambito dello studio dell’input è stata sviluppata perseguendo essenzialmente due obiettivi. Il primo è stato quello di fornire come input sismico i risultati ottenuti utilizzando metodologie classiche, sia per quanto riguarda il calcolo della pericolosità sismica con approccio probabilistico che la generazione di accelerogrammi sintetici. Il secondo è stato quello di sviluppare nuove metodologie per il raffinamento dei risultati classici. In particolare, è stato affrontato il problema dell’utilizzo dei parametri cinematici della sorgente sismica come informazioni a-priori per lo studio della pericolosità sismica. Tale approccio ha fondamentalmente due implicazioni. Infatti, se da un lato consente di raffinare il calcolo della pericolosità sismica, dall’altro consente di estendere la definizione del “terremoto di progetto”. Fino ad oggi, utilizzando la tecnica della de-aggregazione, tale terremoto è stato definito assegnando solo una coppia magnitudo-distanza che viene assunta come responsabile più probabile del raggiungimento di un assegnato livello del moto del suolo. L’attività di ricerca finora svolta ha consentito di estendere tale definizione anche al meccanismo focale. Nello stesso ambito di ricerca è stato affrontato anche lo studio del non sincronismo del moto del suolo che risulta essere di particolare importanza per strutture quali ponti e viadotti. Tale problema è stato affrontato con metodi di modellazione del campo d’onda completo in mezzi complessi e con topografia.

    Eduseis: un sismografo didattico

    Effettuato in collaborazione con la “Città della Scienza”, il progetto ha lo scopo di creare una rete telematica di sismografi digitali a larga banda, a costi contenuti, nelle scuole superiori della Campania. L’architettura e il funzionamento della rete sono concepiti per operare in ambiente WEB con lo scopo di introdurre l’insegnamento della sismologia in una regione, quale la Campania, caratterizzata da un elevato rischio sismico e vulcanico. A regime il data base della rete EDUSEIS può essere utilizzato per ottenere informazioni sia sulle eterogeneità litosferiche che sui parametri di sorgente dei terremoti. Nell’anno in corso il progetto ha ricevuto un finanziamento dal GNDT-INGV.

    Nel 2002 sono state installate in alcuni istituti superiori nuove stazioni sismiche a larga banda (20s-20Hz) e a corto periodo (4.5Hz), inoltre è stato sperimentato un nuovo software di acquisizione dati e gestione della rete EduSeis. Nel laboratorio di sismologia sono state anche valutate le caratteristiche di diversi sensori sismici per valutarne l’adattabilità alla rete EduSeis.

    Per quanto riguarda la divulgazione, è proseguito l’addestramento degli insegnanti e degli studenti al funzionamento del sismografo e all’analisi ed interpretazione dei dati sismici insieme allo sviluppo di nuovi moduli formativi per le attività didattiche.

    Programma 2003

    Saranno portati a termine le attività di ricerca nell’ambito dei progetti GNV e GNDT riguardanti la struttura dei vulcani attivi napoletani e lo sviluppo e l’applicazione di metodi per lo studio e la valutazione della pericolosità sismica.

    Nuovi programmi di ricerca saranno avviati nell’ambito dei progetti del Centro Regionale di Competenza sui Rischi Ambientali (Sez. Rischio Sismico) incentrati sull’implementazione e la messa in opera di una rete sismica muliti-componente in area Irpina.

    Il progetto Eduseis avrà uno sviluppo ulteriore attraverso l’installazione di nuove stazioni in area Irpina ed iniziative di divulgazione in collaborazione con Città della Scienza.

    Si avvierà inoltre nel 2003 l’attività scientifica relativa ai progetti PON approvati dal MIUR:

    Tecsas (Sistema per il monitoraggio e telecontrollo sismico di un edificio di interesse strategico (Ospedale di S.Angelo dei Lombardi) in partenariato con consorzio ISIDE, INGV- Osservatorio Vesuviano ed altre industrie minori)

    Sisma (Sistema di monitoraggio sismico sottomarino: prototipo da installare nel Golfo di Napoli) in partenariato con la Whitehead – Alenia Sistemi Subacquei e INGV- Osservatorio Vesuviano.

    2002 Activity Report

    Seismic tomography of neapolitan volcanoes

    The research activity mainly concerned the preliminar analysis of data acquired during the Serapis 2001 campaign in the Gulfs of Napoli and Pozzuoli. In addition, the microearthquake data-base recorded during the 1984 bradiseismic crisis at Campi Flegrei has been reconstructed and archived. First tomographic analyses of Serapis data led to the dectection and geometrical definition of the buried rim of the Campi Flegrei caldera (whose roof is at about 1 km depth underneath the Pozzuoli bay area) which can be recognised as a high velocity, high density body of near circular shape. The evidence for a buried caldera rim and for the occurrence of the carbonatic basement top beneath the pozzuoli bay area, open new perspectives for the interpretation of volcanic phenomena and possible eruption mechanism in Campi Flegrei. We also confirmed the occurrence of the 9 km deep, magmatic sill, underneath Mt. Vesuvius from a detailed analysis of microearthquake records collected by the OV permanent network.

    Seismic source study and strong motion simulation

    The research activities in these fields concern the non linear inversion of high frequency seismograms and the simulation of accelerometric field associated with the rupture of an extended fault (or fault system). One of the main goals of seismology is the estimation of earthquake source characteristics starting from the ground motion records. With this in mind, we developed two different approaches: the former is based on the optimization of a misfit function by a genetic algorithm technique, conceiving the inversion as a multi-step process; the latter relates directly the observed wave amplitudes with those zones on the fault which could have effectively slipped by a back projection technique. The simulation of accelerometric radiation can provide a helpful tool to mitigate the seismic risk in a seismic active area. We produce shacking scenarios modelling fault rupture using a kinematic approach and a heterogeneous final slip distribution. Synthetic seismograms are evaluated resolving numerically the representation integral. Many different rupture processes occurring on the same fault are simulated and the seismic radiation field associated with each of them is then computed. Finally, a statistical analysis is performed to getting estimations of ground motion parameters of engineering interest.

    Exploration Seismics

    During 2002, we continued the research activity (started few years ago in cooperation with the oil company “Enterprise Oil Italiana”) aimed at the development and application of pre-stack migration of seismic reflection and wide-angle data acquired in southern Apennines areas for oil exploration purposes. In particular we developed and applied a method for the non linear inversion of reflioction arrival times aimed at the reconstruction of the morphology of upper crustal reflectors, based on a background velocity medium inferred by tomographic inversion of wide angle, first arrival times. We also started cooperation with the research group at GeoAzur institute in Nice, to develop 2-D and 3-D migration techniques based on the full waveform inversion.

    Study of the seismic input for the seismic risk evaluation

    The research activity developed essentially pursuing two main goals. The first concerns the production of seismic input using classical methodology both for the evaluation of the seismic hazard and the generation of the time histories. The second goal concern the development of new methodology aimed to refine the classical results. In particular, the problem of introducing kinematic seismic source parameters as a-priori information inside the probabilistic seismic hazard analysis has been faced. This approach has fundamentally two main implications. In fact, if on one hand allows to refine the classical result, on the other hand permits to extend the classical definition of “design earthquake” also to seismic source parameters and in particular to focal mechanism.

    In the same activity research the study of out-of-phase motion has been faced. In particular a methodology for the full wave-field computation in complex media with the topographic effect has been developed. This study is extremely important for life-line structures as bridges or viaducts.

    The EduSeis Project

    This project is carried out jointly with “Città della Scienza”. Its aim is the creation of a telematic network of digital, broad band low cost seismometers in high schools of Campania. The network design is conceived to work in WEB environment. The project’s goal is the introduction of seismology teaching in high schools located in a high seismic and volcanic risk region, such as Campania. Once the project is fully settled, the collected data base can be used to get information on the small scale heterogeneity of the lithosphere and of seismic source parameters. During this year the project has been financially supported by GNDT-INGV.

    During 2002 new seismic station are installed in some high school (equipped with 20s-20Hz broad-band and 4.5Hz short period), and new software for the data acquisition and for the stations management has been experimented. In Seismology lab different seismic sensors are tested for checking a good fitness with EduSeis seismic network.

    Concerning the educational aims, during this year it’s carried on the training of teachers and students on seismic stations maintenance and on seismic data analysis and interpretation. Then several web-oriented modules have been implemented for the didactic activities.

    2003 Program

    The activities related to GNV and GNDT projects concerning the structure of neapolitan active volcanoes, the development and application of methods for the evaluation of seismic hazard will be continued and finished (third year of the projects)

    New programs will be started in the framework of the Regional Center of Competences AMRA (Environmental Risks) centered on the implementation and installation of a multi-component seismic network in the Irpinia fault area with the research objective of study the fracture phenomena occurring of a causative fault system during the inter-seismic period.

    The project Eduseis will have a new impulsion due to the installation of other stations in the Irpinia area and the start-up of formation/information actions to be promoted in cooperation with the science museum “Città della Scienza”.

    We will start the scientific activity related to the project PON approved and financed by MIUR:

    Tecsas (Development of a proto-type system for the remote seismic monitoring of a building of public interest (the hospital of S.Angelo dei Lombardi) with the partnership of “Consorzio Iside”, INGV-OV and other three minor companies)

    Sisma (System for the submarine seismic monitoring of an active volcanic area: prototype to be installed in the Gulf of Naples) with the partnership of Whitehead – Alenia Sistemi Subacquei e INGV- Osservatorio Vesuviano.

    Pubblicazioni

    1. Zollo A., D’Auria L., De Matteis R., Herrero A., Gasparini P., Bayesian estimation of 2-D P-velocity models from active seismic arrival time data: imaging of the shallow structure of Mt. Vesuvius (Southern Italy), Geophysical Journal International, 151,566-582, 2002

    2. D’Auria L., Zollo A. (2002) – Recursive tessellation of Lagrangian manifolds: a new method for asymptotic seismic wavefield modeling.submitted to Geoph. J. Int.

    3. A. Zollo, L. Cantore (2002).“Uno strumento di informazione e sensibilizzazione sul rischio sismico. Il sismografo didattico EduSeis”.Città della Scienza news

    4. L. Cantore, F. De Martino. “Sismometri in rete per lo studio della sismologia, delle onde e della matematica. Le attività EduSeis nel progetto LES”. L. Atti del Convegno AICA-Didamatica, Napoli 2002

    5. S. Judenherc, M. Granet, J.-P. Brun, G. Poupinet, J. Plomerová, A. Mocquet, U. Achauer. Images of lithospheric heterogeneities in the Armorican segment of the Hercynian Range in France. Tectonophysics 358/1, 121-134, 2002

    6. L. Improta, A. Zollo, A. Herrero, M.R. Frattini, J. Virieux, and P. Dell’Aversana (2002). – Seismic imaging of complex structures by non-linear traveltime inversion of dense wide-angle data: application to a thrust belt. Geophys.J.Int., 151, pp. 264-278.

    7. C. Ravaut, S. Operto, L. Improta, A. Herrero, J. Virieux and P. Dell’Aversana (2002). – Seismic imaging of a thrust belt by traveltime and frequency-domain waveform inversions. 64th EAGE Conf., Extended Abstract.

    8. Zollo A., Marzocchi W., Capuano P., Lomax A., Iannaccone G. – Space and time behaviour of seismic activity at Mt.Vesuvius volcano, Southern Italy. Bulletin of the Seismological Society of America, 92, 625-640, 2002

    9. Improta L., Bonagura M.T., Capuano P., Iannaccone G.: An integrated geophysical investigation of the upper crust in the epicentral area of the 1980, Ms=6.9, Irpinia earthquake (Southern Italy). Tectonophysics

    10. Lanari R., De Natale G., Berardino P., Sansosti E., Ricciardi G.P., Borgstrom S., Capuano P., Pingue F., Troise C, 2002. Evidence for a peculiar style of ground deformation inferred at Vesuvius volcano, Geoph. Res. Lett., 29, 9, 10.1029/GL014571.

    11. Zollo A., De Matteis R., D’Auria L. & Virieux J. (2002) – A 2D non-linear method for travel time tomography: application to Mt.Vesuvius active seismic data. in “Problems in Geophysics for the new millenium”, Eds. Boschi E., Ekstrom G. & Morelli A., ING-Ed. Compositori.

    12. Gorini A., Emolo A., Iannaccone G., Zollo A.: Il terremoto Irpino del 23 luglio 1930: modelli e simulazione della frattura sismica. In “Il Terremoto del Vulture 23 Luglio 1930 VIII dell’era fascista”. A cura di Castenetto S. e Sebastiano M., Servizio Sismico Nazionale, Ist. Polig. e Zecca dello Stato, 2002

    13. Pingue F., Berrino G., Capuano P., Del Gaudio C., Obrizzo F., Ricciardi G.P., Ricco C., Sepe V., Borgstrom S.E.P., Cecere G., De Martino P., D’Errico V., La Rocca A., Malaspina S., Pinto S., Russo A., Serio C., Siniscalchi V., Tammaro U., Aquino I. (2002). Sistema Integrato di Monitoraggio Geodetico dell’area vulcanica attiva napoletana: reti permanenti e rilevamenti periodici. Atti 6a Conferenza Nazionale ASITA, II : 1751-1764. Perugia 5-8 novembre 2002

    In press

    – L. Cantore, A. Bobbio, F. Di Martino, A. Petrillo, M. Simini and A. Zollo, 2002. The EduSeis project in Italy: a tool for training and awareness on the seismic risk. Seismological Research Letters.

    – Maresca R., Castellano M., De Matteis R. Saccorotti G., Vaccariello P., Local site effects in the town of Benevento (Italy) from noise measurements, Pure and Applied Geophysics.

    -Russo G. and Zollo A., 2002, A constant Q technique for the modeling of seismic body waves, Geophysics

    Submitted

    – Festa,G., Zollo,A., Manfredi,G., Polese,M., and Cosenza,E. (2002) Simulation of the earthquake ground motion and effects on engineering structures during the pre-eruptive phase of an active volcano. (Submitted to Bull.Seism.Soc.Am).

    – C. Ravaut, S. Operto, L. Improta, J. Virieux, A. Herrero, P. Dell’Aversana – Seismic imaging of crustal structures from surface wide-angle data by traveltime and full-wavefield inversions (to be submitted to Geophys. J. Int)

    In preparation

    – Festa, G., Zollo, A., Emolo, A. Fault Slip inversion by isochron back-projection.

    – A. Herrero, L. Improta, A. Zollo, P. Dell’Aversana – A first-arrival traveltime inversion method by multiscale non-linear search (to be submitted to Geophys.J.Int.)

    – L. Improta, G. Di Giulio, A. Rovelli – Local site effects estimation in Benevento (Southern Italy) by the analysis of weak-motion data, microtremors and 1D numerical modelling (to be submitted to PAGEOPH)

    – D. Patella, Z. Petrillo, A. Siniscalchi, L. Improta, B. DiFiore – New magnetotelluric data along the CROP04 profile, Southern Apennines, Italy (to be sumitted to Tectonophysics)

    Books

    – The TomoVes Seismic Project: Looking Inside Mt. Vesuvius, Editors: A. Zollo, A. Bobbio, P. Gasparini, R. Casale and M. Yeroyanni, publisher CUEN, Napoli, Italy.

    – The internal structure of mt. Vesuvius. A seismic tomography investigation” Editors: P.Capuano, P.Gasparini, A.Zollo, J.Virieux et al., Liguori editore.

    – Zollo A, Herrero A., Emolo A. Terremoti ed onde: Introduzione alla sismologia sprimentale. in preparation, Liguori editore

    – Futuro Remoto Novembre 2002 – “Dieci Domande Sul Nostro Futuro”

    – Fondazione Idis Città Della Scienza – Onlus Napoli Il Progetto EduSeis e il rischio sismico A. Zollo

    Comunicazioni a congressi

    American Geophysical Union 2002 Fall Meeting, San Francisco, USA

    Posters

    – J. Virieux, A. Zollo, A., J. Berenguer, T. Picq and A. Bobbio, 2002. EDUSEIS Project : an On-Going Education and Adwardness Experiment in Europe.

    – Soldati, G., L. Boschi, A. Piersanti, and A. M. Dziewonski, Travel time tomography of the CMB: Discrepancy between reflected and refracted phases.

    – De Matteis R., Vanorio T., Ciulli B., Spinelli E., Fiordelisi A., Zollo A., Seismic velocity structures of Larderello Geothermal System, Tuscany – Italy: Preliminary results.

    Oral presentation

    – Nielsen, R. Madariaga 2002.On the self-healing fracture mode.

    – Zollo A., Virieux J., Makris J., Auger E., Boschi L., Capuano P., Chiarabba C., D’Auria L., De Franco R., Judenherc S., Michelini A., Musacchio G., Serapis Group. High resolution seismic imaging of the Campi Flegrei caldera, Southern Italy. (Invited)

    European Seismological Commission XXVIII General Assembly, Genoa, Italy

    Posters

    – Emolo A., A. Gorini, G. Iannaccone, L. Improta and A. Zollo. Constraints on the source mechanism of the 1930 Irpinia (Southern Italy) earthquake from the simulation of the kinematic rupture process.

    – Bonagura M., A. Emolo, G. Iannaccone, L. Improta and V. Nisii. Inference on the source parameters for an historical earthquake through the round acceleration simulation.

    Oral presentation

    – ConvertitoV., A. Herrero. Introduction of a-priori seismic source information inside probabilistic seismic hazard assessment approach. (Oral presentation)

    – D’Auria L., Zollo A. Recursive Tessellation of Lagrangian Manifolds: a new tool for asymptotic seismic wavefield modeling.

    – Boschi, L., and A. Zollo, A new technique for seismic tomography of volcanic areas, applied to the Phlegrean Fields.

    – Lancieri, M., Herrero, A. , Zollo, A., Bernard, P. (2002). Simulation of strong motion using small events records.

    – G Festa, and A. Zollo, (2002). Fault slip inversion by isochron back-projection

    – M. Simini, A. Petrillo, L. Cantore, A. Bobbio and A. Zollo, 2002.

    The educational seismic network in Southern Italy: management and web-oriented activities.

    – A. Zollo, E. Balzano, A. Bobbio, L. Cantore, F. Di Martino, C. Paolantonio, A. Petrillo, M. Simini, J. Virieux, 2002. The EduSeis project in Italy: a tool for training and awareness on the seismic risk.

    – S. Nielsen, R. Madariaga, 2002.What does it take to stop an earthquake ?

    – European Geophysical Society’s XXVII General Assembly, Nice, France

    Posters

    – Convertito V., Herrero A. and Zollo A., Influence and implications of source parameters on probabilistic seismic hazard analysis.

    – Zollo A. et al. The SERAPIS Project: high resolution seismic imaging of the Campi Flegrei caldera structure

    – Emolo A. and A. Zollo (2002). Kinematic source parameters for the 1989 Loma Prieta earthquake from the non linear inversion of accelerograms.

    – Festa,G., and Nielsen,S. (2002).PML absorbing boundaries.

    – Ravaut C., Operto S., Improta L., Herrero A., Virieux J. and Dell’Aversana P. (2002) – Quantitative imaging of a thrust belt area from wide-angle seismic data by traveltime and frequency-domain waveform inversion.

    – Improta L., Di Giulio G. and Rovelli A. (2002) – Local site effects in the city of Benevento (Southern Italy) usng weak-motion and microtremor recordings.

    – De Luca G., de Natale G., Benz H., Troise C., Capuano P. (2002). Campi Flegrei structure from earthquake tomography.

    – Pingue F., Berrino G., Capuano P., Del Gaudio C., Obrizzo F., Ricciardi G.P., Ricco C., Sepe V., Borgstrom S.E.P., Cecere G., De Martino P., d’Errico V., La Rocca A., Malaspina S., Pinto S., Russo A., Serio C., Siniscalchi V., Tammaro U., Aquino I. (2002). Geodetic monitoring system operating on Neapolitan Volcanic area (Southern Italy).

    – Lanari R., De Natale G., Berardino P., Sansosti E., Ricciardi G.P., Borgstrom S., Capuano P., Pingue F., Troise C. Evidence for a peculiar style of ground deformation inferred at Vesuvius volcano.

    Oral presentation

    – Boschi, L., B. Kustowski, and G. Ekstrom, Tomographic images of the upper mantle from observations of surface wave phase and group velocity.

    IECEE, London

    – Festa,G., Zollo,A., Manfredi, G., Polese, M., and Cosenza, E. (2002). Simulation of the earthquake ground-motion on engineering structures during the pre-eruptive phase of a active volcano.

    Rèunion des Sciences de la Terre,Nantes,France,2002

    – S. Judenherc, Barruol G., Granet M. L’anisotropie sismique du manteau sous la France vue par les ondes SKS et Pn.

    64th EAGE Conf., Florence, Italy, May 2002

    – C. Ravaut, S. Operto, L. Improta, A. Herrero, J. Virieux and P. Dell’Aversana (2002). – Seismic imaging of a thrust belt by traveltime and frequency-domain waveform inversions.

    Workshop

    – L.Boschi (2002). Long wavelength images of the mediterranean upper mantle from observations of surface wave phase and group velocities. Workshop “on the structure of the Mediterranean upper mantle”(2002), Napoli, Iatly.

    Tesi di laurea

    Satriano C.(2002). Analisi dei segnali basata sulla coerenza multipla spaziale: applicazione ai dati di sismica di esplorazione.

    Seminari

    – Gasparini. University of Utrecht: Volcanoes and geothermal anomalies in the Mediterranean area. (Invited)

    – Gasparini. Università di Bologna, Facoltà di Scienze: Il sistema di alimentazione del Vesuvio: evidenze geofisiche e geochimiche. (Invited)

    – Gasparini. Facoltà di Scienze Ambientali di Ravenna: Struttura interna del Vesuvio.(Invited)

    – Gasparini. European Commission, MEDIN, Bruxelles. Perspectives for volcanic risk mitigation in the neapolitan area, South Italy (Invited).

    – Zollo A., A. Emolo and G. Festa. International School of Geophysics, 22nd Course, Erice, Italy. High frequency seismic rupture imaging using the kinematic approach.(invited)

    – Boschi, L. International School of Geophysics, 22nd Course, Erice, Italy. On the resolution of global mantle tomography.(invited)

    Progetti di ricerca

    – CIPE-MURST (2000-2002) “La protezione dal rischio sismico: vulnerabilità, analisi e riqualificazione dell’ambiente fisico e costruito mediante tecniche innovative” (Coordinatore nazionale Prof. Filippo Vinale, Università di Napoli) nell’Unità di Ricerca “Pericolosità sismica e Simulazioni Accelerometriche”. (Coordinatore locale: Prof. Aldo Zollo)

    – “TRAIANO” del Gruppo Nazionale per la Difesa dai Terremoti (Programma Quadro 2000-2002, Coordinatore locale: Prof. Paolo Gasparini, Università di Napoli)

    – “VIA: Riduzione della vulnerabilità sismica di sistemi infrastrutturali e dell’ambiente fisico” del Gruppo Nazionale per la Difesa dai Terremoti (Programma Quadro 2000-2002, Coordinatore Prof. Francesco Calvi, Università di Pavia) nell’Unità di Ricerca “Pericolosità sismica ed Input sismico”.

    – “Indagini sismiche ad alta risoluzione per lo studio di strutture sismogenetiche in Appennino Meridionale” (Università di Napoli “Federico II”, Progetto Giovani Ricercatori 2002-2003, coordinatore Dott. Luigi Improta).

    – “Sviluppo e confronto di metodologie per la valutazione della pericolosità sismica in aree sismogenetiche: applicazione all’Appennino centrale e meridionale”.(Coordinatore Dott. Massimo Cocco, INGV, Roma). Task 4 “Validazione di metodologie per la simulazione di sismogrammi sintetici”(Coordinatore locale Prof. Aldo Zollo).

    – GNV-INGV (2002) “Metodologie sismiche integrate per lo studio della struttura dei vulcani attivi: applicazione alla caldera di campi flegrei”. (Coordinatore nazionale e locale: Prof. Aldo Zollo)

    – PRIN (2001-2002)“Studio dei fenomeni di fatturazione sismica”. (Coordinatore nazionale: Prof. M. Dragoni, Coordinatore locale: Prof. A.Zollo)

    Progetto Cee: “3F-Corinth”. (Coordinatore locale: Prof. Aldo Zollo)

    Commento di rdroma — 14 giugno 2009 @ 9:58 PM | Rispondi


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