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SPECIALE TERREMOTO

Marzocchi (Ingv):«lo sciame sismico può durare 10 anni»
9/7/2009 14:28:45

L’AQUILA. Per il professor Warner Marzocchi (Ingv) «la perturbazione indotta dal sisma del 6 aprile può durare fino a 10 anni, per cui le probabilità di occorrenza di altri terremoti importanti nell’area abruzzese (e regioni limitrofe) è aumentata».

Non c’è la certezza, ma una probabilità di circa il 35 % che un terremoto analogo colpisca quest’area nei prossimi 10 anni.
E’ sempre il Gran Sasso al centro del mirino nel terremoto d’Abruzzo. Dopo il diffondersi di voci incontrollate è stato lo stesso Istituto di geofisica e Vulcanologia, attraverso il suo direttore, a precisare che nei Monti reatini è in corso uno sciame sismico che viene attentamente valutato.
Certo è che nelle ultime settimane la provincia di Rieti è stata interessata da un centinaio di scosse di terremoto che hanno “toccato” i 4.1 gradi della scala Richter.
Le più forti sono state avvertite anche a Terni e nelle zone della provincia più vicine al capoluogo sabino.
Tre eventi di magnitudo superiore a 5, sono avvenuti il 6 aprile (5.8), il 7 aprile (5.3) e il 9 aprile (5.1).
L’Ingv ha osservato che i terremoti di magnitudo Richter compresa tra 3.5 e 5, sono stati in totale 35. Dall’esame dei segnali riconosciuti automaticamente alla stazione INGV-MedNet di L’Aquila, ubicata nei sotterranei del castello cinquecentesco, sono state conteggiate oltre 20mila scosse. Nell’Aquilano significative sono state le due scosse del giorno 14 maggio 2009. La più forte di magnitudo 3.8.

Quante sono le probabilità di una nuova forte scossa?
«Occorreranno mesi, forse pochi anni, per tornare alla normalità. Per ora posso dire che la sequenza è “normale”, cioè che il terremoto della notte del 22 giugno è avvenuto dove ci si aspettava. Terremoti di tale portata sono ampiamente possibili. Lunedì mattina, per esempio, abbiamo mandato una mappa di probabilità alla Protezione Civile: per tutta l’area era stimata una probabilità del 26% di avere un terremoto di magnitudo 4 o superiore».

Quindi nessuna nuova faglia?
«No, ripeto: i terremoti grandi tendono a “clusterizzare” nel tempo e nello spazio. Ciò significa che l’Abruzzo (e regioni limitrofe) sono quelle più pericolose ora. Non si possono dare certezze se non che il pericolo è aumentato. Tornerà ai livelli “pre-6 aprile 2009” dopo una decina di anni circa. Se comunque avverrà una nuova forte scossa è molto poco probabile che sarà sotto L’Aquila. Il Gran Sasso è una delle zone dove ci si aspettano aftershock più forti. Quindi, in questa prospettiva nulla di anomalo. Ciò non vuol dire che il pericolo è zero: l’Abruzzo è diventata una delle aree più probabili per futuri terremoti forti (sopra la 5.5)».

Il monitoraggio è costante…
«Sì, ma il problema è che le probabilità non sono mai comunque molto alte, soprattutto se calcolate per la prossima settimana o mese. In sintesi, questi terremoti non dicono nulla di nuovo, perché avvenuti dove ci aspettavamo. Noi comunque monitoriamo con continuità per vedere se la situazione “degenera” o se comunque i terremoti iniziano ad avvenire in zone inaspettate.

Professor Marzocchi, cosa ha causato i maggiori danni all’epicentro del sisma?

«Il danneggiamento nella zona epicentrale è determinato, oltre che dalla grandezza del terremoto (e quindi dalla magnitudo) anche dalla direzione di propagazione della rottura e dalla geologia dei terreni. In particolare, i danni maggiori si osservano nella direzione verso cui si propaga la fagliazione (effetto di direttività della sorgente) e vengono amplificati nelle aree dove in superficie affiorano sedimenti soffici, quali depositi alluvionali, terreni di riporto, ecc. Nel caso del terremoto di L’Aquila, la rottura associata all’evento del 6 aprile si è propagata dal basso verso l’alto (quindi verso la città di L’Aquila) e da nordovest a sudest, verso la Valle dell’Aterno».

Qualcuno all’Ingv aveva previsto il terremoto del 6 Aprile 2009 in Abruzzo?
«No. Il terremoto dell’Abruzzo non è stato previsto da nessuno, né in Italia né in nessun altro Paese del mondo».

Cosa avete fatto e cosa state facendo nel campo della previsione dei terremoti?
«L’Ingv ha fornito e sta fornendo con continuità previsioni probabilistiche di lungo e di breve termine. Con le previsioni probabilistiche di lungo-termine si possono identificare (e già lo si è fatto) le aree dove avverranno i grandi terremoti del futuro. Di particolare rilevanza in quest’ambito è la mappa di pericolosità
elaborata dall’Ingv nel 2004, che fornisce lo scuotimento del terreno atteso nei prossimi 50 anni. Dalla mappa appare evidente che la zona colpita dal terremoto è quella dove ci si aspettavano alti valori di scuotimento del terreno».

Professor Marzocchi, la città di L’Aquila era compresa tra le aree a rischio sulla base delle previsioni probabilistiche?

«Per quanto riguarda le previsioni probabilistiche di lungo termine dell’occorrenza dei grandi terremoti, dal 2005 esiste una pagina web dove vengono fornite stime di probabilità di occorrenza di eventi con magnitudo 5.5 o maggiore in un intervallo di tempo di 10 anni. Essendo time-dependent, le mappe vengono aggiornate ogni 1° Gennaio e dopo ogni evento con magnitudo 5.5 o maggiore. Nella sezione Results di tale pagina web si vede che la zona dove è avvenuto il terremoto aveva la sesta più alta probabilità su 61 zone (di cui 34 con probabilità non trascurabili). Se si guarda la densità spaziale di probabilità, la zona interessata aveva la seconda più alta densità di probabilità su una griglia con 51 nodi».

Esiste correlazione statistica tra il radon e i terremoti?
«La correlazione statistica tra il radon e i terremoti, come riportata nei grafici, non esiste. Non c’è nessuna indicazione su come si stima l’epicentro e la magnitudo del terremoto. Questo punto è molto importante poiché ha poco senso prevedere terremoti piccoli. La cronistoria riporta molte affermazioni “forti”, come quella relativa ad un esperimento di previsione dei terremoti giudicato come “riuscito perfettamente”. Purtroppo, non c’è nessun dato o grafico che giustifichi questo entusiasmo».

Non ci sono indizi validi?
«Nei documenti non c’è mai nessun grafico che mostri la variabilità dei picchi in un intervallo di tempo significativo (vengono mostrati dati solo per pochi giorni scelti ad hoc). L’impressione che si ricava dai pochi dati disponibili, è che la stragrande maggioranza delle variazioni siano compatibili con quelle tipiche di un processo casuale di Poisson (che caratterizza i decadimenti radioattivi). Dal punto di vista pratico, se si volessero utilizzare i picchi presenti sui grafici come precursori significherebbe essere quasi sempre in “allarme”. Come corollario dell’ultima affermazione, si può anche dire che, essendo i picchi di radon molto frequenti, molti terremoti saranno anticipati da picchi».

E’ un buon inizio?
«No, questo non vuole dire nulla: avviene semplicemente per caso. Sulla base dei documenti presentati non si può certo escludere che il radon possa essere (in futuro) utilizzato come precursore, o che prima del terremoto di L’Aquila ci sia stato effettivamente un picco. Tuttavia si può affermare che, così com’è descritto, il metodo proposto non ha nessun fondamento scientifico».

Nicola Facciolini 09/07/2009 14.18

estrapolato da: http://www.primadanoi.it  font

oooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooo

http://iside.rm.ingv.it/iside/standard/result.jsp?page=EVENTS#result

http://www.ingv.it

Sismografo Drum OnLine  Aq

http://www.iesn.org/reale/aq/drum_2.gif

http://www.portaleabruzzo.com/navigazione/terremoti_elenco.asp

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http://www.livestream.com/terremoto

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http://www.radiometeoeterremoti.forumfree.net

anche su facebook!!!!!!!!!!!!!!!

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meteo e sismi

interviste

http://www.apat.gov.it/site/_contentfiles/00140400/140483_IdeambienteOttobre2005.pdf

Spostamenti Cosismici Stimati con Dati GPS

Unità Funzionale “Analisi dati per la Geodesia”, Centro Nazionale Terremoti, INGV

Analisi dati:
R. Devoti, E. Flammini, G. Pietrantonio, A.R. Pisani, F. Riguzzi, E. Serpelloni

Acquisizione dati in campagna:
M. Anzidei, S. Del Mese, A. Esposito, A. Galvani, A. Massucci, V. Sepe

La mappe mostrano tutte le stazioni GPS, permanenti e semi-permanenti, che hanno osservato direttamente lo spostamento cosismico del 6 aprile. Soluzione Bernese ottenuta con osservazioni campionate a 30 sec, con orbite GPS rapide e con serie temporali corte (10  giorni prima e 2 giorni dopo l’evento).

Le frecce blu rappresentano i vettori di spostamento orizzontale registrato da ciascuna stazione. La direzione delle frecce evidenzia l’orientamento dello spostamento, mentre la lunghezza è proporzionale alla misurazione in cm. Le ellissi che circondano i vertici rapresentano l’incertezza sperimentale della misura ottenuta.

Mappa degli spostamenti verticali.

Gli spostamenti registrati sono in accordo con i meccanismi focali delle scosse principali.

PROGETTO STUDIO DELLE FAGLIE ATTIVE

http://emidius.mi.ingv.it

Sistemi costruttivi

http://www.terremotiditalia.it/default2.asp?active_page_id=45

http://www.radioladynews.it/audio_radio_lady_news_teramo/2009_giu_26_giampaolo_giuliani_radio_lady_fm_92.7_teramo.mp3

NOVEMBRE E DICEMBRE 2008 L’AQUILA

Dal Blog de “il Messaggero”
PER FEAU
Almeno uno che dice le cose come stanno…io sono del 1981 quindi un anno dopo l’Irpinia …la sola idea di passare 6 mesi così mi fa impazzire,è veramente uno stress,nel vero senso della parola…a Roma si sente eccome e mi sento presa in giro quando sento gli (in teoria) esperti dire che a Romasi deve stare tranquilli..ma tranquilli di che????
commento inviato il 14-04-2009 alle 01:36 da Vale
Un’altra scossa (avvertita a Roma)
Un’altra scossa alle 23 e 15…..L’avete sentita?
commento inviato il 13-04-2009 alle 23:45 da Gonny
stasera ore 23.15 piccola scossa di terremoto a roma
stasera ore 23.15 ho sentito muovere il mio letto durante un breve scossa di terremoto . Sono in Zona Monte Mario.

Vi ricordo che quando ci fù il terremoto dell’Irpinia nel 1980 roma ed i castelli romani hanno tremato per 6 mesi tutti i giorni durante le scosse di assestamento.

commento inviato il 13-04-2009 alle 23:45 da feau
BORGATE
Stiamo controllanto Roma a tappeto, bene controlliamo anche le borgate.
commento inviato il 13-04-2009 alle 12:37 da vito.francesco@libero.it
non fate ridere…
pensate alle macerie de L’Aquila, prima di controllare un intonaco logoro dal tempo che si è staccato!Roma e dintorni non è zona sismica a rischio, lo dice pure la storia altrimenti il colosseo non sarebbe ancora in piedi dopo 2000 anni.
commento inviato il 12-04-2009 alle 23:57 da bobo
Stabilità edifici a Roma
Salve, intanto buona Pasqua a tutti.
Abito in uno stabile umbertino di Via Giovanni Giolitti, per metà ancora di proprietà del Patrimonio Comune di Roma, dove sto io è di mia proprietà al piano 3°. Il giorno 09.04.09 ho chiamto i VV.FF per una verifica, dato che su uno dei muri portanti, quello interno per la precisione, sono apparse 4 venature che correvano parallele. I vigili mi hanno rassicurato però hanno mi hanno invitato nel contempo a nominare un tecnico per monitorare l’evento e avvisare l’Amministratore. Sarà anche un evento di poca importanza ma comunque la cosa non la sottovaluterò (forse anche perchè sto soffrendo terribilmente per i miei parenti a L’Aquila) Ritengo che Roma potrebbe anche non essere in pericolo ma come si spiega il danno (speriamo minimo per me e per tutti i condomini) che ho subito? P.S. ad oggi le venature si sono allungate.
commento inviato il 12-04-2009 alle 18:31 da maghetto
inutile tv
la signora Setta brillante conduttrice tv su raiuno è l’esempio della piu becera e volgare tv anche in argomenti delicati come il terremoto si riesce a far propganda politica e a elogiare il premier come nei vecchi filmati dell’istituto luce
commento inviato il 12-04-2009 alle 15:57 da cfuno@email.it
d’accordo con Domenico
Ben vengano i controlli su tutti gli edifici di Roma, ma li paga il Comune oppure il Governo, sennò non se ne parla proprio. Non tutti abitano in una catapecchia, altrimenti sarebbe già crollata il 6 aprile alle 3.32, nemmeno tutti lavorano in un edificio fatiscente
commento inviato il 11-04-2009 alle 19:16 da r.francaviglia@fastwebnet.it
xRIZIO 14.58
Forse è il caso che lei consulti un qualsiasi libretto di politica economica in cui siano riportate statistiche sull’andamento dei conti pubblici italiani, avrà modo di accorgersi che la realtà delle serie storiche è un po’ di versa da quello che lei pensa. Le consiglio di soffemrsi soprattutto sui differeziale del periodo tra il 1982 ed il 1992.
Una volta fatta questa operazione spero che vorrà farci sapere la sua opinione in proposito.
commento inviato il 11-04-2009 alle 18:54 da francopiù
Roma non è zona sismica???
Roma – 11/04/2009
Alle ore 09:04 (ora locale)
Magnitudo:3.2
Profondità: 25 Km.
Zone limitrofe:
Montelibretti < 6 km.| Aranova < 9 km.| Fonte Di Papa < 9 km.| Guidonia Montecelio < 11 km.| Marcellina < 10 km.| Montecelio < 8 km.| Monteflavio < 7 km.| Montorio Romano < 6 km.| Moricone < 3 km.| Nerola < 8 km.|

Fonte: http://www.earthquake.it

commento inviato il 11-04-2009 alle 18:43 da Giuseppe
Roma non sarà zona sismica…
… ma le scuole costruite negli ultimi trent’anni, quelle costruite in una notte da palazzinari per atto d’obbligo per poter costruire migliaia di vani speculativi… quelle cascano da sole.
commento inviato il 11-04-2009 alle 18:03 da Mirella
Bene Alemanno
accettiamo i controlli dei fabricati, ma questa volta deve pagare il comune, caro Alemanno son finiti le regalie a geometri e ingegneri a spese nostre, come quella buffonata del fascicolo del fabricato.
Ormai tra tasse tassine e tasssette, son rimasti solo debiti.
commento inviato il 11-04-2009 alle 17:33 da Domenico
Stress da terremoto
Alla fine si sentono le scosse anche quando non ci sono… almeno spero
perchè alle 16:10 (‘EUR) mi è sembrato che ce ne sia stata una … anche se leggera.
commento inviato il 11-04-2009 alle 16:30 da Russell
La capitale è ABBASTANZA sicura
….. ecco adesso possiamo dormire tranquilli.
L’importante è non andare a vedere sul dizionario il significato di “abbastanza”
Felice ignoranza leopardiana.
commento inviato il 11-04-2009 alle 16:13 da Russell
XPaolo B.
Egregio Paolo, premesso che personalmente non annovero nel mio quotidiano alcuna sorta di “capi,capetti, ducetti etc” tanto meno Berlusconi, non fosse altro per la mia età e per le stagioni politiche che ho attraversato da spettatore e votante, si intende, vorrei però contestare il suo irriguardoso e poco democratico ” shhhhhhhhhhhhh,fate piu’ bella figura!!!!!” con qualche veloce e superficiale considerazione. Dunque per prima cosa il debito pubblico italiano, può documentarsi se ne ha tempo e voglia, ha radici ben più lontane rispetto all’epopea Craxi; nacque negli anni 70 e fu figlio della degenerata situazione politica internazionale che in virtù della guerra fredda aveva diviso in due blocchi impermeabili la vecchia Europa. In Italia i comunisti non potevano ambire al governo nazionale anche se per via democratica con le elezioni, cosa che quasi accadde miracolosamente nel 1976. Da li nel nostro paese, assurse a regola, la consuetudine che la vecchia dc (corrotta e clientelare) governava il paese ma in Italia (allora si diceva) non si muove foglia che il PCI non voglia!!. Così abbiamo vissuto il poco lodevole periodo del consociativismo prima e dell’unità nazionale poi, entrambi forieri della dilapidazione delle scarse risorse del paese con discutibili salvataggi di industrie decotte (si ricorda dell’IRI?) ed assunzioni alle poste e alla pubblica istruzione di decine di migliaia di lavoratori esplusi ad esempio da Olivetti e non solo.
Mala tempora currunt
commento inviato il 11-04-2009 alle 14:58 da rizio
X RIZIO 14:03
Possiamo essere daccordo su Amato,ma………..il tuo Capo XXX,osannando XXX come grande statista………..omette di dire che se l’Italia si trova un questa situazione di deficit lo si deve soltanto al suo Mentore e Protettore XXX!!!!!!…..percio’ shhhhhhhhhhhhh,fate piu’ bella figura!!!!!
commento inviato il 11-04-2009 alle 14:25 da paolo b.
ancora……….
il Genio che aveva ideato il balzello (Fascicolo di fabbricato) non demorde!!!!! Chissa’ quanti amici dever far guadagnare,e quali MAZZETTE si aspetta!!!!!!!!
commento inviato il 11-04-2009 alle 14:20 da paolo b.
Il lupo perde il pelo !!!!!!!!ma……..
Rieccoli alla carica gli sciacalli dei balzelli_
Appena scampati dalla oscena rivisitazione degli estimi a Roma voluta da zio walter e soci con esborso da 60 a 300 euro per i proprietari di solo onorario ai geometri anche se sussisteva invarianza di imposta exici (vergona!!!!!!!!);

2) fascicolo del fabbricato (befana e strenna natalizia a geometri ed architetti!!!) tornano alla carica;

3) il mariuolo amato che di notte ci rubò i soldi sui conti correnti anche sugli stipendi appena accreditati!!!!, che istitui l’isi sulle case e 80000 lire (1992!!!) di tassa sulla salute per ogni componente del nucleo familiare, per cui più figli piu “TASSE!!”
Ora amato già sbava e propone un inasprimento fiscale una tantum (come quella dell’alluvione di Firenze tanto una tantum che ancora grava oggi sulla benzina,per la ricostruzione dell’Abruzzo. Vergognati!!! , questo lo potrebbe chiedere gente seria non te e i tuoi accoliti politicanti del pd. Diminuisciti tu e gli altri saltimbanchi la pensione gli stipendi da parlamentari da expremier da exsindaci (veltroni docet 5000 euro di sola pensione da exsindaco) etc etc. e poi sta tranquillo che gli Italiani onesti con la “I” maiuscola faranno certo la loro parte senza le miserabili sollecitazioni di individui come te!!!
Mala tempora currunt

commento inviato il 11-04-2009 alle 14:03 da rizio
I sismologi dell’Ingv: «La capitale è abbastanza sicura»
come no! se lo sono sentiti dire anche la gente de l’Aquila, peccato sia finita poi come sappiamo.

Mi fido più dei Maya, che hanno stabilito con il loro calendario la fine dell’attuale era al 2012, prima che avvanga il cambio di polarità e il senso di giro del pianeta, hanno pronsticato eventi fisici violenti provocati dalla profonda trasformazione in atto, quindi, se tanto mi da tanto «tonto» chi si fida.

“Un piccolo tsunami in una spiaggia può essere un gigante d’onda a poche miglia di distanza. Non lasciare che le modeste dimensioni di una ondata consentono di dimenticare quanto sono pericolosi gli  tsunami. The next wave may be bigger. La prossima ondata può essere più grande. ,,

E’ possibile linkare a siti di interesse selezionati e materiale in PDF, divisi per Tema o Argomento.

E’ possibile apportare propri contributi per la documentazione dei vari argomenti trattati o da proporre e casi con ricerche supportabili, foto, resoconti e quant’altro.

Curiosità, culture, eventi,  architettura, geologia, ristrutturazioni, indagini geologiche in corso ed espletate sono i temi in cui personalmente si cerca di conoscere, capire e sapere.


flower light

La propagation de les Tzunami

Visualizzazione faglie principali

http://diss.rm.ingv.it/GFMaplet3_INGV/GFMaplet/Default

segue per lettura:

MISURA DELL’INTENSITA’ DI UN TERREMOTO: SCALA MERCALLI E MAGNITUDO RICHTER
L’intensità dei terremoti viene misurata mediante due scale che corrispondono agli effetti del terremoto sul territorio (scala Mercalli) e all’energia liberata dal sisma (magnitudo Richter). Le due scale sono talvolta confuse ma misurano grandezze molto diverse.
La scala Mercalli , originariamente proposta da Giuseppe Mercalli nel 1902 è stata successivamente modificata e prende il nome di scala MCS (Mercalli, Cancani, Sieberg). Come indicato nella tabella che segue, si basa sugli effetti macroscopici sulle cose e sul territorio e dai fenomeni avvertiti dalle persone.
La magnitudo Richter (Ml) e’ misurata a partire dallo spostamento del terreno registrato dai sismografi (media degli spostamenti N-S e E-W),comparato allo spostamento prodotto da un terremoto campione in scala logaritmica cosicche’ tra un grado Richter e il successivo lo spostamento del terreno aumenta di 10 volte mentre l’energia rilasciata dal sisma aumenta di circa 32 volte.
La magnitudo Richter non è direttamente correlabile alla scala Mercalli poichè gli effetti al suolo di un terremoto non dipendono solo dalla energia liberata ma dalla profondità del sisma e dalla struttura dei suoli e dei manufatti. Nella tabella in fondo alla pagina è comunque riportata una equivalenza a grandi linee tra le due scale e il valore dell’energia liberata espresso in tonnellate di tritolo equivalenti supponendo una profondita’ dell’epicentro attorno ai 10 Km.
Per i terremoti piu’ intensi si utilizza la magnitudo del momento sismico (Mw) che si esprime in scala logaritmica a partire dal momento sismico (cioe’ il prodotto dell’area della frattura x spostamento della faglia x resistenza massima alla rottura della roccia). La scala Mw e’ stata definita in maniera tale da coincidere con la scala Richter per i terremoti inferiori a magnitudo 6-7.


La scala Mercalli modificata MCS per la descrizione degli effetti di un sisma

Grado Descrizione
Strumentale, avvertito solo dai sismografi
II° Scossa leggerissima, avvertito solo da persone a riposo e solo nei piani superiori delle case. gli oggetti sospesi esilmente possono oscillare
III° Scossa leggera, percepita nelle case in orario diurno, soprattutto ai piani alti degli edifici. Vibrazioni come al passaggio di autocarri leggeri. Stime della durata. Talora non riconosciuto come terremoto.
IV° Scossa di media intensità, percepita da molte persone nelle case in orario diurno, e da qualche persona anche all’aperto. Di notte alcune persone vengono svegliate. Oggetti sospesi oscillano notevolmente. Vibrazioni come al passaggio di autocarri pesanti. Oscillazione di automezzi fermi. Tintinnio di vetri e di vasellame. Tra IV e V grado cominciano ad essere avvertiti scricchiolii di strutture in legno.
Scossa forte, percepita praticamente da tutti. Di notte molte persone vengono svegliate. Oggetti instabili rovesciati. Rovesciamento di liquidi in recipienti. Oscillazioni di porte che si aprono e si chiudono. Movimento di imposte e quadri. Arresto, messa in moto, cambiamento del passo di orologi a pendolo. A volte squotimento di alberi e crepe nei rivestimenti.
VI° Scossa molto forte, percepita da tutti con spavento e fuga all’esterno. Barcollare di persone. Rottura di vetrine, piatti, vetrerie. Caduta dagli scaffali di soprammobili e libri e di quadri dalle pareti. Screpolature di intonaci deboli. Suono di campanelle, stormire di alberi e cespugli.
VII° Scossa fortissima. Difficile stare in piedi. Avvertita da conduttori di automezzi. Tremolio di oggetti sospesi. Danni ai mobili e alle murature composte da malte povere. Rottura di comignoli, caduta di tegole, cornicioni, parapetti e ornamenti architettonici. Formazione di onde sugli specchi d’acqua, intorbidimento di acque. Forte suono di campane. Piccoli smottamenti in depositi di sabbia e ghiaia.
VIII° Scossa rovinosa. Lievi danni anche a strutture antisismiche, danni parziali a costruzioni ordinarie, caduta di ciminiere, monumenti, colonne, ribaltamento di mobili pesanti, cambiamento di livello nei pozzi. Rottura di rami d’albero e di palizzate. crepacci nel terreno e su pendii ripidi.
IX° Scossa disastrosa. Danni anche a strutture antisismiche, perdita di vertivcalità di strutture portanti ben progettate. Edifici spostati rispetto alle fondazioni. Fessurazione del suolo e rottura di cavi e tubazioni sotterranei. Panico generale. Nelle aree alluvionali espulsione di sabbia e fango.
Scossa disastrosissima. Distruzione della maggior parte delle strutture in muratura. Notevole fessurazione del suolo; rotaie piegate; frane notevoli in argini fluviali o ripidi pendii. Distruzione di alcune robuste strutture in legname e ponti. Gravi danni a dighe, briglie e argini
XI° Scossa catastrofica. Poche strutture in muratura restano in piedi, distruzione di ponti, ampie fessure nel terreno, condutture sotterranee fuori uso. sprofondamenti e slittamenti del terreno in suoli molli. Rotaie fortemente deviate.
XII° Scossa molto catastrofica. Distruzione pressoche totale, distruzione delle linee di vista e di livello, oggetti lanciati in aria, onde sulla superficie del suolo, spostamento di grandi masse rocciose.


Equivalenza approssimata Scala Richter – Scala Mercalli

Grado Richter esplosione equivalente Grado Mercalli
0 0.5 Kg TNT
1 15 Kg TNT (scontro camion di 2 tonnellate a 100 Km/h)
2 500 Kg TNT (mina media di una cava) II-III°
3 15 Tonnellate TNT III-IV°
4 Atomica di Hiroshima V°-VI°
5 20 Kilotoni VII°
6 Bomba all’idrogeno VIII°
7 20 Megatoni IX°
8 1000 bombe atomiche all’idrogeno
9 Energia totale consumata negli USA in 1 mese XII°

The Global Earthquake Explorer – sisma in diretta

A questo link:
http://www.seis.sc.edu/gee/

Potete scaricare un programma che permette di monitorare in tempo reale il sisma.

Istruzioni per visualizzare il terremoto dell’Aquila:

– Selezionare all’avvio la voce Explore a Regional “Hot Spot”
– Selezionare Italy e cliccare su Real Time.
– Attendere il caricamento, zoommare sulla zona colpita tramite l’apposito tool lente di ingrandimento.
– Selezionare il tool puntatore e cliccare sul triangolino nei pressi dell’Aquila in modo da evidenziarlo (bordi bianchi).
– Cliccare su Load Real-Time Data in alto.

Edit>Time window>custom————>Regola l’intervallo.
Tools—>Table of Earthquakes———>Tabella con ultimi eventi e classificazione.

L’ora visualizzata è GMT.

nota:
Per far funzionare la vers. per linux scompattare l’archivio e spostare il file gee da /bin al livello superiore, poi lanciare il file gee.

Posto due immagini:

http://localmapping.wordpress.com/tag/abruzzo/

7 commenti »

  1. Questo Blog nasce dal desiderio di scambiare informalmente le esperienze vissute o che si stanno vivendo, specialmente alla luce del devastante terremoto della provincia aquilana e tutte le sue conseguenze, assistenziali, logistiche, ricostruzione, relocation e quant’altro si voglia liberamente e nel rispetto civico.
    E’ auspicabile apportare documentazione anche fotografica, progetti, conoscenze da condividere.
    Raffaella

    Commento di rdroma — 16 maggio 2009 @ 3:18 PM | Rispondi

  2. Si sono sollevate diverse polemiche su dati discordanti riguardanti i magnitudo rilevati per la scossa della notte del 6 Aprile 2009, di rilievo per la decretazione dei fondi per la ricostruzione.

    a riguardo si trova una risposta dal Prof. E.Boschi, Presidente dell’Istituto Nazionale Geofisica e Vulcanologia:

    Il professor Enzo Boschi , presidente dell’Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia (Ingv) replica all’ingeger Maurizio Floris , che ha parlato di «dati cambiati da 6.3 a 5.8 Richter per evitare il risarcimento del 100%». Boschi spiega che «l’Istituto utilizza la magnitudo Ml, magnitudo locale, che ha rilevato 5.8, perché è molto rapida da calcolare. In 45 secondi o un minuto si dà un valore della magnitudo. Poi c’è la Mw, Magnitudo momento, scientificamente più precisa, la quale ha fatto registrare 6.3, ma che per essere calcolata abbisogna di un’ora e anche due. Il decreto legge non è basato né sulla prima, né sulla seconda, ma sui danneggiamenti reali, legati alla scala Mercalli, e cioè quelli classificati dal 6º grado in su». È questo il criterio usato per scegliere i 49 Comuni terremotati. «L’inserimento», aggiunge Boschi, «avviene sulla base dei danni e non del valore anche serio della magnitudo, che non può determinare un indice del danneggiamento. Questo dipende dalla consistenza del suolo e dei palazzi. È usando questi parametri che la Protezione civile, in accordo con l’Ingv, fa le proprie valutazioni. Perché alcuni Comuni apparentemente più danneggiati sono fuori dall’elenco e altri meno lesionati sono invece dentro i 49? Bisogna tener conto del valore medio del danno in tutto il territorio comunale, Ci sono Comuni che magari hanno uno solo o pochi edifici lesionati molto seriamente, ma come media non raggiungono il 6º grado Mercalli. In una fase successiva avverrà un’ulteriore verifica».
    rd

    Commento di rdroma — 17 maggio 2009 @ 9:07 PM | Rispondi

    • Ciao!

      Non ho capito: cambiando quel numero, cambia il livello di risarcimento??? Non è già strano di per sè stesso che un semplice numero, modificabile per altro a piacere, sia così determinante? o_O”’

      Commento di jp — 20 maggio 2009 @ 8:42 PM | Rispondi

      • sì, l’ho scoperto anche io solo ora, anche perchè ne hanno parlato esplicitamente i media e la popolazione, essendosi sollevato il problema trovando dati diversi nei due tempi successivi al sisma, che poi alla fine forse non sussiste in quanto vengono risarciti al 100% i residenti.

        Commento di rdroma — 20 maggio 2009 @ 9:22 PM | Rispondi

  3. da Il Messaggero-fonte

    I sismologi dell’Ingv: «La capitale è abbastanza sicura»

    ■ Roma, crepe e cornicioni pericolanti:
    vigili del fuoco, controlli in tutta la città
    Approfondimenti
    ■ Orte, evacuato l’ex ospedale: crepe nelle mura e caduta di calcinacci
    di Raffaella Troili
    ROMA (11 aprile) – «Anche se i terremoti più pericolosi per Roma sono quelli d’Abruzzo, molto forti, la città è abbastanza sicura». A parlare è Alessandro Amato, sismologo dell’Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia. Che spiega: «Il motivo è che le sorgenti di grandi terremoti sono relativamente lontane dalla capitale», mentre sono più vicine le piccole fonti come i Colli Albani.

    Tre le sorgenti di terremoti. Ovvero le aree che possono dare problemi a Roma: «La prima è la zona dell’Appennino che dista da Roma mediamente cento, centocinquanta chilometri. Da qui provengono, per l’Italia e l’Italia centrale i movimenti della terra più forti, intorno ai 6-7 gradi di magnitudo, dovuti al processo di stiramento della crosta. Ma questo terremoto, non si sposta dall’Aquila, se è questo il timore dei romani». Poi ci sono i Colli Albani: «Zona vulcanica non più attiva che ha ancora una sua dinamica. Sono terremoti più piccoli ma essendo più vicini a Roma, si sentono, non sono trascurabili, se un po’ più forti del solito qualche danno possono farlo. Infine, esistono piccoli terremoti che avvengono quasi in città, si sono registrati negli anni passati sulla Tiburtina, sulla Casilina, nella periferia est e sud di Roma, a ridosso del Gra. Piccoli movimenti geologici, di cui non si sa molto, poco rilevanti dal punto di vista dei danni».

    Quartiere per quartiere. La situazione può però variare un po’, da zona a zona. «Infatti, dall’esame degli effetti di tanti terremoti che si sono sentiti a Roma – seguita il sismologo – si è riscontrato che nelle aree dove sono presenti sedimenti di laghi, fiumi, marane, paludi, le onde sismiche vengono amplificate. Ad esempio, nei quartieri lungo il Tevere, più bassi, come Prati, Ripetta, centro storico, Colosseo. Meno danni sulle colline, in presenza di materiali come tufi e pozzolane. Dunque a incidere non è solo il tipo di costruzione ma pure il differente sottosuolo».

    Un esempio visibile è proprio il Colosseo. «La parte verso il Circo Massimo è crollata in seguito a terremoti di epoca romana e medievale, l’altra ha retto perché l’anello più esterno poggia su tufi». Infine, Amato vuole sfatare una leggenda. «Quella dei vuoti nel sottosuolo capitolino: ci sono, i vuoti, con grotte, catacombe, tufi e altro. Ma questo non c’entra niente col fatto che Roma sia sismica…».

    Curiosità. Sul sito dell’Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia (www.ingv.it) è possibile compilare un questionario: sulla base di ogni singola esperienza e testimonianza che arriva dai cittadini italiani, l’Ingv compila delle mappe degli eventi sismici

    Commento di rdroma — 6 giugno 2009 @ 12:11 PM | Rispondi

  4. Roma, crepe e cornicioni pericolanti:
    vigili del fuoco, controlli in tutta la città

    Danni in due scuole, scattate ovunque le verifiche di staticità

    Bandiere a mezz’asta a Roma

    ingv: «La capitale è abbastanza sicura»
    di Romina Bassini
    ROMA (11 aprile) – La terra continua a tremare anche nella Capitale. Nonostante il direttore del Dipartimento di Scienze geologiche dell’Università Roma Tre, Funicello, e la Protezione civile del Campidoglio assicurino che Roma si trova al di fuori della fascia sismica che si estende lungo la dorsale appenninica interessata dal sisma, l’eco e l’onda di riflesso delle ripetute scosse d’assestamento in Abruzzo non fanno che alimentare preoccupazioni tra i residenti, tant’è che il sindaco Alemanno ha convocato per la prossima settimana «una riunione tecnica con tutte le massime autorità del settore per intraprendere tutte le iniziative volte a scongiurare qualsiasi forma di rischio». Il timore sorto nella popolazione è dimostrato dai numeri: dalla prima scossa, quella della notte tra domenica e lunedì avvertita alle 3.32, le chiamate giunte al centralino dei vigili del fuoco che poi si sono trasformate in interventi sono state 650.

    Presto, assicurano dal Campidoglio, dovranno essere esaminati tutti gli stabili della città e dovrà essere certificata la loro staticità: poi, superato l’esame, sarà dato un bollino blu di garanzia. Un’iniziativa che però è stata criticata dalla Confedelizia. «I proprietari di casa romani sono interessati alla sicurezza dell’abitare, ma contrari ad accettare balzelli inutili che nulla apportano alla sicurezza, e contrasteremo ogni tentativo di riesumare il vecchio fascicolo di fabbricato». Così il presidente di Confedilizia Roma e Lazio, Paolo Pietrolucci, che si dice nettamente contrario alla proposta dell’assessore Corsini di istituire un bollino di qualità che certifichi la sicurezza dei fabbricati.

    Per i romani comunque la priorità è la sicurezza. Per questo solo ieri, dopo le scosse di giovedì, sono stati una novantina i controlli dei vigili del fuoco. In particolare gli ultimi sommovimenti hanno generato piccole crepe sui muri portanti dello stabile dell’Accademia delle Belle Arti, in via di Ripetta. Si tratta di venature che, comunque, non destano preoccupazione.

    Altre lesioni si sono registrate anche in alcune strutture scolastiche. Tra queste, la scuola comunale “Gesmondo”, a piazza Cesare de Cupis, a Tor Sapienza dove diversi cornicioni hanno ceduto; lesioni invece si sono riscontrate nell’elementare Vico di piazzale degli Eroi. In serata i vigili del fuoco sono intervenuti anche nella biblioteca comunale Andrea Rispoli, in via Graziani, a Casalotti, per un rigonfiamento del pavimento e parti d’intonaco distaccatesi dal soffitto. La struttura non è stata dichiarata inagibile, ma gli stessi vigili hanno invitato il Comune a provvedere alla messa in sicurezza. Nell’hinterland a Villanova di Guidonia, il Circolo didattico “Edoardo De Filippo” ha risentito del sisma ed è stata in parte transennata e interdetta. Inoltre danni in un fabbricato di via Passo del Turchino, a Vigne Nuove. Le scosse non hanno risparmiato le abitazioni private: in via di Monte Testaccio 62 sono stati verificati danni alla volta di un edificio di pregio storico. Per questo è stato interdetto l’accesso in un appartamento su due piani. In viale Angelico, angolo via Camozzi, è stato transennato l’esterno di un edificio dove c’è stata la caduta d’intonaci da sottobalconi, cornicioni e pareti.

    Problemi a una trave in uno stabile di via Grotta di Gregna 40, dove sono stati avviati lavori di ripristino. Non è andata meglio in via Orti della Farnesina 54, diverse le venature individuate su un vano scala, come a circonvallazione Casilina, dove ora sono più evidenti le crepe. Colpito un negozio di biciclette in via Serchio

    Commento di rdroma — 6 giugno 2009 @ 1:13 PM | Rispondi

  5. PER FEAU
    Almeno uno che dice le cose come stanno…io sono del 1981 quindi un anno dopo l’Irpinia …la sola idea di passare 6 mesi così mi fa impazzire,è veramente uno stress,nel vero senso della parola…a Roma si sente eccome e mi sento presa in giro quando sento gli (in teoria) esperti dire che a Romasi deve stare tranquilli..ma tranquilli di che????

    commento inviato il 14-04-2009 alle 01:36 da Vale

    Un’altra scossa (avvertita a Roma)
    Un’altra scossa alle 23 e 15…..L’avete sentita?

    commento inviato il 13-04-2009 alle 23:45 da Gonny

    stasera ore 23.15 piccola scossa di terremoto a roma
    stasera ore 23.15 ho sentito muovere il mio letto durante un breve scossa di terremoto . Sono in Zona Monte Mario.

    Vi ricordo che quando ci fù il terremoto dell’Irpinia nel 1980 roma ed i castelli romani hanno tremato per 6 mesi tutti i giorni durante le scosse di assestamento.

    commento inviato il 13-04-2009 alle 23:45 da feau

    BORGATE
    Stiamo controllanto Roma a tappeto, bene controlliamo anche le borgate.

    commento inviato il 13-04-2009 alle 12:37 da vito.francesco@libero.it

    non fate ridere…
    pensate alle macerie de L’Aquila, prima di controllare un intonaco logoro dal tempo che si è staccato!Roma e dintorni non è zona sismica a rischio, lo dice pure la storia altrimenti il colosseo non sarebbe ancora in piedi dopo 2000 anni.

    commento inviato il 12-04-2009 alle 23:57 da bobo

    Stabilità edifici a Roma
    Salve, intanto buona Pasqua a tutti.
    Abito in uno stabile umbertino di Via Giovanni Giolitti, per metà ancora di proprietà del Patrimonio Comune di Roma, dove sto io è di mia proprietà al piano 3°. Il giorno 09.04.09 ho chiamto i VV.FF per una verifica, dato che su uno dei muri portanti, quello interno per la precisione, sono apparse 4 venature che correvano parallele. I vigili mi hanno rassicurato però hanno mi hanno invitato nel contempo a nominare un tecnico per monitorare l’evento e avvisare l’Amministratore. Sarà anche un evento di poca importanza ma comunque la cosa non la sottovaluterò (forse anche perchè sto soffrendo terribilmente per i miei parenti a L’Aquila) Ritengo che Roma potrebbe anche non essere in pericolo ma come si spiega il danno (speriamo minimo per me e per tutti i condomini) che ho subito? P.S. ad oggi le venature si sono allungate.

    commento inviato il 12-04-2009 alle 18:31 da maghetto

    inutile tv
    la signora Setta brillante conduttrice tv su raiuno è l’esempio della piu becera e volgare tv anche in argomenti delicati come il terremoto si riesce a far propganda politica e a elogiare il premier come nei vecchi filmati dell’istituto luce

    commento inviato il 12-04-2009 alle 15:57 da cfuno@email.it

    d’accordo con Domenico
    Ben vengano i controlli su tutti gli edifici di Roma, ma li paga il Comune oppure il Governo, sennò non se ne parla proprio. Non tutti abitano in una catapecchia, altrimenti sarebbe già crollata il 6 aprile alle 3.32, nemmeno tutti lavorano in un edificio fatiscente

    commento inviato il 11-04-2009 alle 19:16 da r.francaviglia@fastwebnet.it

    xRIZIO 14.58
    Forse è il caso che lei consulti un qualsiasi libretto di politica economica in cui siano riportate statistiche sull’andamento dei conti pubblici italiani, avrà modo di accorgersi che la realtà delle serie storiche è un po’ di versa da quello che lei pensa. Le consiglio di soffemrsi soprattutto sui differeziale del periodo tra il 1982 ed il 1992.
    Una volta fatta questa operazione spero che vorrà farci sapere la sua opinione in proposito.

    commento inviato il 11-04-2009 alle 18:54 da francopiù

    Roma non è zona sismica???
    Roma – 11/04/2009
    Alle ore 09:04 (ora locale)
    Magnitudo:3.2
    Profondità: 25 Km.
    Zone limitrofe:
    Montelibretti < 6 km.| Aranova < 9 km.| Fonte Di Papa < 9 km.| Guidonia Montecelio < 11 km.| Marcellina < 10 km.| Montecelio < 8 km.| Monteflavio < 7 km.| Montorio Romano < 6 km.| Moricone < 3 km.| Nerola < 8 km.|

    Fonte: http://www.earthquake.it

    commento inviato il 11-04-2009 alle 18:43 da Giuseppe

    Roma non sarà zona sismica…
    … ma le scuole costruite negli ultimi trent'anni, quelle costruite in una notte da palazzinari per atto d'obbligo per poter costruire migliaia di vani speculativi… quelle cascano da sole.

    commento inviato il 11-04-2009 alle 18:03 da Mirella

    Bene Alemanno
    accettiamo i controlli dei fabricati, ma questa volta deve pagare il comune, caro Alemanno son finiti le regalie a geometri e ingegneri a spese nostre, come quella buffonata del fascicolo del fabricato.
    Ormai tra tasse tassine e tasssette, son rimasti solo debiti.

    commento inviato il 11-04-2009 alle 17:33 da Domenico

    Stress da terremoto

    Alla fine si sentono le scosse anche quando non ci sono… almeno spero
    perchè alle 16:10 ('EUR) mi è sembrato che ce ne sia stata una … anche se leggera.

    commento inviato il 11-04-2009 alle 16:30 da Russell

    La capitale è ABBASTANZA sicura

    ….. ecco adesso possiamo dormire tranquilli.
    L'importante è non andare a vedere sul dizionario il significato di "abbastanza"
    Felice ignoranza leopardiana.

    commento inviato il 11-04-2009 alle 16:13 da Russell

    XPaolo B.
    Egregio Paolo, premesso che personalmente non annovero nel mio quotidiano alcuna sorta di "capi,capetti, ducetti etc" tanto meno Berlusconi, non fosse altro per la mia età e per le stagioni politiche che ho attraversato da spettatore e votante, si intende, vorrei però contestare il suo irriguardoso e poco democratico " shhhhhhhhhhhhh,fate piu' bella figura!!!!!" con qualche veloce e superficiale considerazione. Dunque per prima cosa il debito pubblico italiano, può documentarsi se ne ha tempo e voglia, ha radici ben più lontane rispetto all'epopea Craxi; nacque negli anni 70 e fu figlio della degenerata situazione politica internazionale che in virtù della guerra fredda aveva diviso in due blocchi impermeabili la vecchia Europa. In Italia i comunisti non potevano ambire al governo nazionale anche se per via democratica con le elezioni, cosa che quasi accadde miracolosamente nel 1976. Da li nel nostro paese, assurse a regola, la consuetudine che la vecchia dc (corrotta e clientelare) governava il paese ma in Italia (allora si diceva) non si muove foglia che il PCI non voglia!!. Così abbiamo vissuto il poco lodevole periodo del consociativismo prima e dell'unità nazionale poi, entrambi forieri della dilapidazione delle scarse risorse del paese con discutibili salvataggi di industrie decotte (si ricorda dell'IRI?) ed assunzioni alle poste e alla pubblica istruzione di decine di migliaia di lavoratori esplusi ad esempio da Olivetti e non solo.
    Mala tempora currunt

    commento inviato il 11-04-2009 alle 14:58 da rizio

    X RIZIO 14:03
    Possiamo essere daccordo su Amato,ma………..il tuo Capo BERLUSCONI,osannando CRAXI come grande statista………..omette di dire che se l'Italia si trova un questa situazione di deficit lo si deve soltanto al suo Mentore e Protettore CRAXI!!!!!!…..percio' shhhhhhhhhhhhh,fate piu' bella figura!!!!!

    commento inviato il 11-04-2009 alle 14:25 da paolo b.

    ancora……….
    il Genio che aveva ideato il balzello (Fascicolo di fabbricato) non demorde!!!!! Chissa' quanti amici dever far guadagnare,e quali MAZZETTE si aspetta!!!!!!!!

    commento inviato il 11-04-2009 alle 14:20 da paolo b.

    Il lupo perde il pelo !!!!!!!!ma……..
    Rieccoli alla carica gli sciacalli dei balzelli_
    Appena scampati dalla oscena rivisitazione degli estimi a Roma voluta da zio walter e soci con esborso da 60 a 300 euro per i proprietari di solo onorario ai geometri anche se sussisteva invarianza di imposta exici (vergona!!!!!!!!);

    2) fascicolo del fabbricato (befana e strenna natalizia a geometri ed architetti!!!) tornano alla carica;

    3) il mariuolo amato che di notte ci rubò i soldi sui conti correnti anche sugli stipendi appena accreditati!!!!, che istitui l'isi sulle case e 80000 lire (1992!!!) di tassa sulla salute per ogni componente del nucleo familiare, per cui più figli piu "TASSE!!"
    Ora amato già sbava e propone un inasprimento fiscale una tantum (come quella dell'alluvione di Firenze tanto una tantum che ancora grava oggi sulla benzina,per la ricostruzione dell'Abruzzo. Vergognati!!! , questo lo potrebbe chiedere gente seria non te e i tuoi accoliti politicanti del pd. Diminuisciti tu e gli altri saltimbanchi la pensione gli stipendi da parlamentari da expremier da exsindaci (veltroni docet 5000 euro di sola pensione da exsindaco) etc etc. e poi sta tranquillo che gli Italiani onesti con la "I" maiuscola faranno certo la loro parte senza le miserabili sollecitazioni di individui come te!!!
    Mala tempora currunt

    commento inviato il 11-04-2009 alle 14:03 da rizio

    I sismologi dell'Ingv: «La capitale è abbastanza sicura»
    come no! se lo sono sentiti dire anche la gente de l'Aquila, peccato sia finita poi come sappiamo.

    Mi fido più dei Maya, che hanno stabilito con il loro calendario la fine dell'attuale era al 2012, prima che avvanga il cambio di polarità e il senso di giro del pianeta, hanno pronsticato eventi fisici violenti provocati dalla profonda trasformazione in atto, quindi, se tanto mi da tanto «tonto» chi si fida.

    Commento di rdroma — 6 giugno 2009 @ 1:16 PM | Rispondi


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