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Amianto, da assoamianto

http://www.assoamianto.it/indice.htm

In greco la parola Amianto significa immacolato e incorruttibile e Asbesto, che di fatto è equiparato ad amianto, significa perpetuo e inestinguibile.

L’amianto, chiamato perciò anche indifferentemente asbesto, è un minerale naturale a struttura microcristallina e di aspetto fibroso appartenente alla classe chimica dei silicati e alle serie mineralogiche del serpentino e degli anfiboli.

E’ presente in natura in diverse parti del globo terrestre e si ottiene facilmente dalla roccia madre dopo macinazione e arricchimento, in genere in miniere a cielo aperto.

Per la normativa italiana sotto il nome di amianto sono compresi 6 composti distinti in due grandi gruppi: anfiboli e serpentino, e precisamente:

  • gli ANFIBOLI (silicati di calcio e magnesio), i quali comprendono:

    la Crocidolite (amianto blu – Na2(Mg,Fe)7Si8O22(OH)2 dal greco: fiocco di lanaVarietà fibrosa del minerale riebeckite – n. CAS 12001-78-4);

    l’Amosite (amianto bruno – (Mg,Fe)7Si8O22(OH)2 – Acronimo di “Asbestos Mines Of South Africa” – Nome commerciale dei minerali grunerite e cummingtonite – n. CAS 12172-73-5);

    l’Antofillite ((Mg,Fe)7Si8O22(OH)2 – dal greco: garofano – n. CAS 77536-67-5);

    l’Actinolite ( Ca2(Mg,Fe)5Si8O22(OH)2 – dal greco: pietra raggiata – n. CAS 77536-66-4);

    la Tremolite (Ca2Mg5Si8O22(OH)2 dal nome della Val Tremola in Svizzera – n. CAS 77536-68-6).

  • il SERPENTINO (silicati di magnesio), il quale comprende:

    il Crisotilo (amianto bianco – Mg3Si2O5(OH)4  – dal greco: fibra d’oro – n. CAS 12001-29-5).

I più grandi produttori mondiali sono stati: Canada (Crocidolite), Africa del Sud (Crocidolite, Crisotilo ed Amosite), Russia (Crisotilo), Stati Uniti (Crisotilo), Finlandia (Antofillite) e l’Italia principalmente con la cava di Balangero (Crisotilo) in provincia di Torino. La Tremolite e l’Actinolite commercialmente erano meno importanti.

Le fibre di amianto sono molto addensate ed estremamente sottili. Infatti se in un centimetro lineare è possibile   disporre affiancati 250 capelli, oppure 500 fibre di lana, oppure 1.300 fibre

di nylon è anche possibile disporre ben 335.000 fibre di amianto.

La struttura fibrosa conferisce all’amianto sia una notevole resistenza meccanica sia un’alta flessibilità.

L’amianto resiste al fuoco e al calore, all’azione di agenti chimici e biologici, all’abrasione e all’usura (termica e meccanica).

E’ facilmente filabile e può essere tessuto.

E’ dotato inoltre di proprietà fonoassorbenti oltrechè termoisolanti.

Si lega facilmente con materiali da costruzione (calce, gesso, cemento) e con alcuni polimeri (gomma, PVC).

Perciò l’amianto è un minerale praticamente indistruttibile, non infiammabile, molto resistente all’attacco degli acidi, flessibile, resistente alla trazione, dotato di buone capacità assorbenti, facilmente friabile.

Le caratteristiche proprie del materiale e il costo contenuto ne hanno favorito un ampio utilizzo industriale. Generalmente è stato utilizzato insieme con altri materiali in diverse percentuali, al fine di sfruttare al meglio le sue caratteristiche.

Pertanto per anni è stato considerato un materiale estremamente versatile a basso costo, con estese e svariate applicazioni industriali, edilizie e in prodotti di consumo.

In tali prodotti, manufatti e applicazioni, le fibre possono essere libere o debolmente legate: si parla in questi casi di amianto in matrice friabile, oppure possono essere fortemente legate in una matrice stabile e solida (come il cemento-amianto o il vinil-amianto): si parla in questo caso di amianto in matrice compatta.

Se, come visto, la consistenza fibrosa dell’amianto è alla base delle sue ottime proprietà tecnologiche, essa conferisce al materiale anche, purtroppo, delle proprietà di rischio essendo essa stessa causa di gravi patologie a carico prevalentemente dell’apparato respiratorio.

La pericolosità consiste, infatti, nella capacità dei materiali di amianto di rilasciare fibre potenzialmente inalabili e inoltre nella estrema suddivisione cui tali fibre possono giungere.

Non sempre l’amianto, però, è pericoloso. Lo è certamente quando si trova nelle condizioni di disperdere le sue fibre nell’ambiente circostante per effetto di qualsiasi tipo di sollecitazione meccanica, eolica, da stress termico, dilavamento di acqua piovana.

Per questa ragione l’amianto in matrice friabile, il quale  può essere ridotto in polvere con la semplice azione manuale, è considerato più pericoloso dell’amianto in matrice compatta che per sua natura ha una scarsa o scarsissima tendenza a liberare fibre.

Storia dell’amianto Bibliografia sull’amianto


Actinolite

Amosite

Antofillite

Crisotilo

Crocidolite

1 commento »

  1. La Storia

    In greco la parola Amianto significa immacolato e incorruttibile e Asbesto, che di fatto è equiparato ad amianto, significa perpetuo e inestinguibile.

    L’amianto, chiamato perciò anche indifferentemente asbesto, è un minerale naturale a struttura microcristallina e di aspetto fibroso appartenente alla classe chimica dei silicati e alle serie mineralogiche del serpentino e degli anfiboli.

    E’ presente in natura in diverse parti del globo terrestre e si ottiene facilmente dalla roccia madre dopo macinazione e arricchimento, in genere in miniere a cielo aperto.

    Per la normativa italiana sotto il nome di amianto sono compresi 6 composti distinti in due grandi gruppi: anfiboli e serpentino, e precisamente:

    *

    gli ANFIBOLI (silicati di calcio e magnesio), i quali comprendono:

    la Crocidolite (amianto blu – Na2(Mg,Fe)7Si8O22(OH)2 – dal greco: fiocco di lana – Varietà fibrosa del minerale riebeckite – n. CAS 12001-78-4);

    l’Amosite (amianto bruno – (Mg,Fe)7Si8O22(OH)2 – Acronimo di “Asbestos Mines Of South Africa” – Nome commerciale dei minerali grunerite e cummingtonite – n. CAS 12172-73-5);

    l’Antofillite ((Mg,Fe)7Si8O22(OH)2 – dal greco: garofano – n. CAS 77536-67-5);

    l’Actinolite ( Ca2(Mg,Fe)5Si8O22(OH)2 – dal greco: pietra raggiata – n. CAS 77536-66-4);

    la Tremolite (Ca2Mg5Si8O22(OH)2 – dal nome della Val Tremola in Svizzera – n. CAS 77536-68-6).

    *

    il SERPENTINO (silicati di magnesio), il quale comprende:

    il Crisotilo (amianto bianco – Mg3Si2O5(OH)4 – dal greco: fibra d’oro – n. CAS 12001-29-5).

    I più grandi produttori mondiali sono stati: Canada (Crocidolite), Africa del Sud (Crocidolite, Crisotilo ed Amosite), Russia (Crisotilo), Stati Uniti (Crisotilo), Finlandia (Antofillite) e l’Italia principalmente con la cava di Balangero (Crisotilo) in provincia di Torino. La Tremolite e l’Actinolite commercialmente erano meno importanti.

    Le fibre di amianto sono molto addensate ed estremamente sottili. Infatti se in un centimetro lineare è possibile disporre affiancati 250 capelli, oppure 500 fibre di lana, oppure 1.300 fibre

    di nylon è anche possibile disporre ben 335.000 fibre di amianto.

    La struttura fibrosa conferisce all’amianto sia una notevole resistenza meccanica sia un’alta flessibilità.

    L’amianto resiste al fuoco e al calore, all’azione di agenti chimici e biologici, all’abrasione e all’usura (termica e meccanica).

    E’ facilmente filabile e può essere tessuto.

    E’ dotato inoltre di proprietà fonoassorbenti oltrechè termoisolanti.

    Si lega facilmente con materiali da costruzione (calce, gesso, cemento) e con alcuni polimeri (gomma, PVC).

    Perciò l’amianto è un minerale praticamente indistruttibile, non infiammabile, molto resistente all’attacco degli acidi, flessibile, resistente alla trazione, dotato di buone capacità assorbenti, facilmente friabile.

    Le caratteristiche proprie del materiale e il costo contenuto ne hanno favorito un ampio utilizzo industriale. Generalmente è stato utilizzato insieme con altri materiali in diverse percentuali, al fine di sfruttare al meglio le sue caratteristiche.

    Pertanto per anni è stato considerato un materiale estremamente versatile a basso costo, con estese e svariate applicazioni industriali, edilizie e in prodotti di consumo.

    In tali prodotti, manufatti e applicazioni, le fibre possono essere libere o debolmente legate: si parla in questi casi di amianto in matrice friabile, oppure possono essere fortemente legate in una matrice stabile e solida (come il cemento-amianto o il vinil-amianto): si parla in questo caso di amianto in matrice compatta.

    Se, come visto, la consistenza fibrosa dell’amianto è alla base delle sue ottime proprietà tecnologiche, essa conferisce al materiale anche, purtroppo, delle proprietà di rischio essendo essa stessa causa di gravi patologie a carico prevalentemente dell’apparato respiratorio.

    La pericolosità consiste, infatti, nella capacità dei materiali di amianto di rilasciare fibre potenzialmente inalabili e inoltre nella estrema suddivisione cui tali fibre possono giungere.

    Non sempre l’amianto, però, è pericoloso. Lo è certamente quando si trova nelle condizioni di disperdere le sue fibre nell’ambiente circostante per effetto di qualsiasi tipo di sollecitazione meccanica, eolica, da stress termico, dilavamento di acqua piovana.

    Per questa ragione l’amianto in matrice friabile, il quale può essere ridotto in polvere con la semplice azione manuale, è considerato più pericoloso dell’amianto in matrice compatta che per sua natura ha una scarsa o scarsissima tendenza a liberare fibre.

    Commento di rdroma — 6 giugno 2009 @ 9:39 PM | Rispondi


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