RD Roma Blog

18 maggio 2009

Si legge e riporta il seguente articolo, pregasi commentare

IL CENTRO

Onna, niente casette in legno
esplode la rabbia degli abitanti




Dopo il dolore, Onna scopre la rabbia: il paesino distrutto dal terremoto non avrà le case di legno. I suoi abitanti saranno spostati altrove, col rischio di non ritornare mai più. Il motivo: è zona a rischio di alluvione. La delusione degli onnesi segue la rabbia per gli aquilani proprietari di terreni. Ancora proteste contro gli espropri dei suoli dove dovranno sorgere le nuove case per 13 mila sfollati
[….]
Gli abitanti temono che una «deportazione» in luoghi più o meno lontani disgreghi il tessuto civile e condizioni di fatto anche la ricostruzione. «Difenderemo la nostra identità», ha detto Franco Papola, presidente della Onlus, «su questo saremo compatti e combattivi».
[….]
Ecco la sua riflessione: «A più di un mese dal sisma che ci ha colpito sono qui a tirare le somme della situazione attuale che si distingue, per noi che siamo a Onna, emergenza nell’emergenza, da un immobilismo asfissiante. Nulla è stato fatto per recuperare quel poco paese che è rimasto. Nulla è stato fatto per demolire gli immobili che rischiano di cadere su case parzialmente recuperabili. Nulla è stato fatto per recuperare quel poco che è possibile ritrovare fra le macerie, ricordi della vita che abbiamo vissuto. Forse dobbiamo solo aspettare che tutto si deteriori e diventi irrecuperabile. Oggi noi abbiamo una grande incertezza per il futuro, più di quella che avevamo il giorno del sisma. Su una cosa siamo però oltremodo determinati: nessuno di noi andrà via da Onna, non permetteremo l’annientamento della nostra comunità attraverso quella che mi sento di definire una “deportazione”. La soluzione per noi è semplice: siamo una piccola comunità e ci vuole poco a trovare il sito per impiantare le casette di legno necessarie a ospitarci per tutto il periodo della ricostruzione.


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1 commento »

  1. è difficile sradicarsi, ancora di più dimenticare quanto è accaduto per una nuova vita, ma personalmente io darei più peso alla sicurezza della propria persona, non credo che si insista per urbanizzare un’area esposta a cataclimi della natura di ogni tipo. (?)

    Commento di rdroma — 18 maggio 2009 @ 12:04 AM | Rispondi


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